Ven. Gen 23rd, 2026

Sognare con Dio: giovani in cammino alla scuola della vocazione

In un’epoca in cui i sogni sembrano spesso sfumare tra le nebbie dell’ordinario, prendere sul serio i sogni di Dio può diventare un atto rivoluzionario.

È il cuore del campo scuola vocazionale appena conclusosi alla Maddalena, nell’oratorio San Domenico Savio, che, ispirandosi alla figura biblica di Giuseppe, il re dei sogni, ha accompagnato 50 ragazzi delle parrocchie di Tempio, Calangianus, Aggius, La Maddalena, Palau, Aglientu, Nulvi e Telti in un viaggio interiore tra vocazione, sogno e perdono.


La storia di Giuseppe, narrata nei capitoli finali della Genesi (37-50), è un racconto ricco di tensione e speranza. Figlio prediletto di Giacobbe, dotato del dono di interpretare i sogni, Giuseppe viene venduto dai fratelli gelosi, ma attraverso le sue visioni diventa salvatore dell’Egitto in tempo di carestia.


Rimarcando non solo il potere di vedere oltre, ma anche la capacità di leggere i segni della vocazione dentro le sfide della vita.

Un tema particolarmente significativo per un contesto vocazionale: i sogni, infatti, non sono fantasie sospese, ma chiamate che possono guidare con fedeltà e audacia.
L’approccio vocazionale ha guidato i ragazzi a soffermarsi non solo sui sogni morali o emotivi, ma su ciò che Dio suscita nel cuore.


Al termine del campo, il sorriso dei ragazzi era il segno più autentico del successo dell’esperienza. Non solo giochi o laboratori: un cammino che ha aiutato ciascuno a riconoscere la propria vocazione e a rispondere con coraggio, affidandosi al “sogno” che lo chiama.


La Pastorale Vocazionale desidera esprimere la sua gratitudine a tutti coloro che hanno contribuito all’ottima riuscita del campo scuola “Giuseppe, il re dei sogni”.


Un grazie speciale va:
• alla squadra dei cuochi, che con impegno e dedizione ha reso ogni giornata più gustosa;
• agli animatori veterani e a quelli in erba, che con entusiasmo e creatività hanno accompagnato i ragazzi;
• ai seminaristi, per la loro presenza discreta e preziosa;
• a chi, con amore, ha offerto tempo, energie e risorse per sostenere il campo;
• ai parroci e ai genitori, che hanno affidato con fiducia i ragazzi a questa esperienza.
Infine, il grazie più grande sale al Buon Dio, che ha guidato ogni passo di questa avventura, segno di ripresa e di speranza.

Don Cesare Nicolai

By G&A

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