Ven. Gen 23rd, 2026

Valledoria, la comunità accoglie don Pietro Pruneddu: “Un giorno di ripartenza”

È una domenica diversa a Valledoria. La piazza davanti alla chiesa di Cristo Re è piena di gente, le sedie sistemate all’esterno si riempiono in fretta, e sotto i grandi gazebi sistemati per l’occasione c’è posto appena per tutti. La comunità ha risposto con grande partecipazione, perché oggi è il giorno dell’ingresso del nuovo parroco, don Pietro Pruneddu.

L’aria è carica di attesa. E’ un giorno di speranza e ripartenza. Accanto al vescovo mons. Roberto Fornaciari, che presiede l’Eucaristia, c’è il nuovo parroco, e poi don Francesco Cossu che ha guidato la comunità da gennaio e don Davide Mela, parroco di Viddalba. In prima fila, in fascia tricolore c’è il sindaco di Valledoria, Marco Muretti, e poi altri primi cittadini dei paesi limitrofi, ma anche diverse autorità militari e tanti fedeli.

La Santa Messa scorre tra letture, omelia, canti e silenzi raccolti, il rito di ingresso di un nuovo parroco è solenne e ricco di simboli e significato.

Prima della benedizione finale, il vescovo prende la parola. Parla con calma, guardando la comunità che lo ascolta: «In questi mesi ho seguito personalmente e con apprensione tutto ciò che è accaduto nella vostra comunità. L’ho fatto nel silenzio della preghiera, nella discrezione che richiede il rispetto delle persone e delle vicende in corso, collaborando costantemente con le forze dell’ordine per far luce sulla vicenda. Vi ho accompagnati passo dopo passo, anche se non sempre visibilmente. Non vi ho mai abbandonati.», dice. Ricorda la presenza costante di don Francesco Cossu, arrivato subito dopo l’emergenza, e degli altri sacerdoti che si sono alternati durante l’estate: «Ho voluto che non vi mancasse mai una guida spirituale: sin da subito ho inviato don Francesco Cossu, che già conosceva molti di voi, e durante l’estate altri due sacerdoti si sono avvicendati nel servizio pastorale, per garantire la celebrazione dell’Eucaristia e la vicinanza della Chiesa.» Ha ricordato di aver incontrato una delegazione della comunità per ascoltare timori e domande, offrendo rassicurazioni sul lavoro che si sta portando avanti. Poi il riferimento diretto a don Francesco Mocci: il presule ha riconosciuto l’affetto che molti nutrono per lui, ma ha spiegato che, poiché la vicenda che lo riguarda non è ancora conclusa, non sarebbe prudente un suo ritorno, concordando questa scelta con lo stesso sacerdote. «Don Francesco vivrà un’esperienza in un altro contesto», ha chiarito. Subito dopo, lo sguardo al presente: «Oggi è un giorno nuovo, un giorno di ripartenza», ha detto il vescovo, affidando con fiducia alla comunità il nuovo parroco, «un sacerdote con anni di esperienza, che camminerà con voi nel servizio e nell’ascolto», invitando ad accoglierlo con benevolenza, così come era stato fatto in passato con don Mocci. Infine, un impegno: il vescovo ha rassicurato i fedeli sul futuro della parrocchia, annunciando che la diocesi si sta adoperando per reperire i fondi necessari alla sistemazione della chiesa, un lavoro su cui gli organismi della curia sono impegnati già da mesi.

Anche il sindaco ha preso la parola, ha ringraziato «associazioni, comitati, tecnici, operai, volontari» che con il loro impegno hanno reso possibile la continuità della vita parrocchiale nonostante le difficoltà. Un pensiero speciale è stato rivolto a don Francesco Cossu, accolto da un applauso lungo e spontaneo: «È stato l’uomo giusto, al momento giusto, nel posto giusto. Valledoria gli sarà sempre grata.» Quindi l’augurio al nuovo parroco: «Benvenuto don Pietro, la comunità sarà al tuo fianco.»

Anche don Pietro Pruneddu ha parlato con semplicità e con il cuore, guardando direttamente i fedeli che aveva di fronte: «Non è facile parlare quando le emozioni sono così forti. Ma voglio farlo col cuore. Ho incontrato volti conosciuti e nuovi: desidero camminare con voi, conoscerci meglio e costruire insieme un percorso di fede e fiducia.»

Accanto alle voci ascoltate durante la celebrazione, in questi giorni è arrivato anche il saluto di don Francesco Cossu, che per otto mesi ha guidato la parrocchia dopo l’incendio che aveva colpito i locali di Cristo Re. Nella sua lettera, datata 2 settembre, don Francesco ha ricordato come quello che doveva essere un servizio di poche settimane si sia trasformato in un’esperienza lunga e intensa, capace di «rinvigorire la fede» e di fargli scoprire una comunità che lo ha accolto «non guardando all’età, ma all’essere sacerdote».

Il sacerdote ha voluto ringraziare tutti: dalle istituzioni ai gruppi ecclesiali, dalle associazioni ai volontari, definendoli «un esercito di risorse formidabili», capaci di tenere viva la speranza. Ha poi guardato con fiducia all’arrivo di don Pietro Pruneddu, descritto come «un uomo e un prete fortunato» perché con una comunità così «non sarà mai solo».

Parole che restano come sigillo di un passaggio delicato, rese ancora più forti da un’immagine che don Francesco ha affidato alla sua lettera: «L’incendio ha distrutto la pietra, ma ha lasciato intatta la vostra anima».

By G&A

Related Post