Ven. Gen 23rd, 2026

Giubileo delle confraternite a Luogosanto, fede e tradizione nel cuore della Festa Manna

Nell’ultimo giorno della novena della Festa Manna di Gaddura, giunta alla 797ª edizione, si è celebrato il Giubileo delle confraternite della diocesi. Un evento che si collega bene con la storia religiosa della Basilica ed agevola quel senso comunitario ecclesiale in cui ogni realtà di confraternita deve sentirsi di far parte. Per questo giubileo dei confratelli della diocesi non poteva esserci giornata più propizia. Nello stesso giorno, ieri, domenica 7 settembre, in piazza San Pietro a Roma, Leone XIV aveva proclamato santi il Beato Carlo Acutis ed il Beato Piergiorgio Frassati, quest’ultimo, dal 1990, scelto dalla Chiesa italiana come patrono delle Confraternite.

“Voi confratelli avete un grande compito – ha detto all’omelia don Mauro Bucciero, vicario generale della diocesi, che presiedeva la liturgia – di vivere il ricco patrimonio spirituale delle confraternite. Rappresentate una storia che viene da lontano ed è importante che viviate non formalmente il servizio che rendete, ma che lo viviate con la coscienza che la vostra adesione comporta la continua conversione del vostro cuore. Solo se voi sarete ricchi di fede, se vivrete di persona lo spirito con cui le confraternite sono state costituite, lascerete una bella eredità ai giovani di oggi. Ho visto i vostri gonfaloni che richiamano la Santa Croce e la Madonna del Rosario. Sta a voi far capire l’importanza del servizio che rendete nelle vostre comunità. Dovete vivere nel presente, nell’oggi, ciò che da secoli altri confratelli hanno già testimoniato. Oggi la testimonianza spetta a voi. Personalmente, quando mi sono trovato ad essere presente alla rappresentazione di qualche confraternita, ne sono rimasto profondamente edificato. Essere chiamati confratelli significa davvero avere fra voi uno spirito comunitario in Cristo”.

La comunità di Luogosanto, guidata da don Roberto Aversano, che è anche il cappellano diocesano delle confraternite, ha accolto con affetto gli ospiti, e la processione con il simulacro di Maria Bambina ha accompagnato in Basilica i confratelli convenuti. È noto che le confraternite, da epoca immemorabile, erano solite convenire a Nostra Signora per la festa di settembre e soggiornavano in locali di loro proprietà. Ma quest’anno si percepiva che c’era un clima diverso. Il parroco don Roberto presiedeva tutto, coordinava le varie presenze (Banda musicale di Calangianus, gruppo folk, comitato della festa, cavalieri) e cercava di collegare quel camminare verso Maria, Regina di Gallura, con la preghiera, alle esigenze della Chiesa universale, della Chiesa diocesana, della pace.

Suggestivo lu caracolu di tutti i partecipanti attorno alla Basilica, alla fine della processione dietro al simulacro di Maria Bambina. Ma questa volta tutto era arricchito dalle cappe bianche e rosse dei confratelli ed i loro gonfaloni. Non meno importante, poi, il partecipato Rosario, guidato da don Roberto nel tempio, con le autorità del paese in prima fila.

Poi il gran finale. Don Aversano, con don Mauro, ha guidato la processione verso S. Quirico, preceduta da accensione e benedizione dei ceri, quasi una processione penitenziale delle Confraternite, recita delle litanie dei santi sino al rientro in Basilica. Qui, il sindaco Pirredda ha omaggiato con un dono le confraternite presenti.

Pietro Zannoni

By G&A

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