La Sardegna sta attraversando una stagione estremamente complessa per quanto riguarda il sistema sanitario. La carenza di personale medico, l’inadeguatezza di molte strutture locali e il senso di abbandono dei territori alimentano una crescente preoccupazione. Troppo spesso le cronache riportano casi di degrado o diagnosi tardive, con conseguenze talvolta devastanti per i pazienti.
Tuttavia, esiste una Sardegna della sanità che resiste e brilla per prestigio e competenza. È una realtà fatta di professionisti che uniscono doti tecniche a una straordinaria sensibilità umana. Ho potuto sperimentare personalmente questo valore presso l’Ospedale di Ozieri.
Mio padre, un uomo di cento anni, necessitava di un intervento urgente per un tumore alla schiena che, negli ultimi anni, era cresciuto in modo esponenziale. Dopo un lungo e infruttuoso peregrinare tra diverse strutture e specialisti, siamo approdati al reparto di Chirurgia di Ozieri, guidato dal primario, il Dott. Giuseppe Carta.
Con estrema tempestività e rigore metodologico, dopo aver effettuato tutti gli accertamenti necessari, il Dott. Carta ha ritenuto l’intervento possibile, nonostante l’età avanzata del paziente. L’operazione, delicatissima sotto il profilo anestetico e chirurgico, è stata condotta con tecniche sicuramente d’avanguardia. Il risultato è stato eccellente: non solo il “malefico ospite” è stato rimosso, ma a mio padre è stata restituita una qualità di vita che le continue emorragie e trasfusioni precedenti gli avevano negato.
Oltre all’indiscussa perizia tecnica, desidero sottolineare la rara statura morale del Dott. Carta. In un contesto ospedaliero spesso frenetico e impersonale, si è dimostrato empatico, accogliente e profondamente umano. Un approccio che fa la differenza nel percorso di cura.
La realtà sanitaria di Ozieri merita un plauso pubblico. A tutto il personale e, in particolare, al Dott. Carta, va il mio ringraziamento più profondo per aver dimostrato che, anche nelle difficoltà, l’eccellenza è possibile.
Gavino Fancellu
