Lun. Mar 16th, 2026

I “40”: una maratona spirituale verso una meta

I “40” sono una maratona spirituale con una meta precisa.
Quaranta anni nel deserto del popolo di Israele. Diceva P. Vanni, è un tempo lungo, la sofferenza, ma deve finire. Un tempo computato. A capo abbiamo Mosè, così unto e luminoso, ma anche egli così aggrappato a chiedere al Signore l’aiuto, in quel percorso senza strade, che dall’alto certamente è chiaro, ma camminandolo non così e non sempre e non abbiamo il drone spirituale per la vista globale del percorso e della meta, soprattutto.
Questa esperienza comune fa da rimando ai quaranta giorni di Gesù nel deserto. La tragica esperienza di chi si lasci mettere alla prova, spinto dallo Spirito, prima di iniziare il suo mandato più importante.
Quaranta è come un tamburo che scandisce un tempo: così il Diluvio universale, i giorni di Mosè sul Sinai, i giorni degli esploratori inviati a vedere la terra promessa, il tempo che Elia ci mise per raggiungere l’Oreb, la predicazione di Giona ai Niniviti… un numero per un’occasione, ma non occasionale. È un metronomo presalvifico e salvifico allo stesso tempo. Dà il ritmo.
Questo, come tutti gli allenamenti, ha il suo zainetto, con pochissime cose per l’atleta: ricordare di essere già stati unti atleti dall’amore di Dio nel Battesimo e la Cresima, riconciliarsi con se stessi e gli altri, nutrirsi moderatamente per perdere il peso di zavorre inutili alla corsa, offrire piuttosto in carità ciò che nello zaino è di troppo, significa che non è per me, avere un cuore orante, perché nessun atleta ha vinto senza concentrazione e la preghiera è la concentrazione del cristiano.
Lo starter alla corsa è dato il Mercoledì delle Ceneri, un rito stupendo e sacramentale che ti immette nella gara del bene: “gira la faccia e credi nella Buona Notizia”. Questa è la traduzione moderna di con-vertiti, cambia rotta, e non farti vincere dal male che è anche malumore e angoscia.
Sì, un tempo offerto ogni anno per tutta la vita. Un’assurdità dal punto di vista della giustizia: hai avuto le tue opportunità, adesso basta, questa è doverosamente la giustizia e questo deve fare. Ma non funziona così il cuore del legislatore supremo. Si svincola dalle sue stesse leggi e applica sempre i tempi più favorevoli perché la persona diventi persona.
Dunque che tempo è veramente la quaresima, oltre a un tempo liturgico forte (che non vuol dire di lutto) la quaresima è Dio che viene a dirti: “ho altro tempo per te”, non alleno solo i migliori, lo spirito sano non è per aristocratici, per gruppi, oligarchie, lo spirito sano è la vita che deve zampillare in ogni uomo.

Don Antonio Tamponi


By G&A

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