Si è svolto presso la parrocchia di San Ponziano a Olbia un significativo incontro del corso di iniziazione alla Sacra Scrittura, inserito nel percorso di formazione, promosso dall’Istituto Euro-Mediterraneo per fedeli laici della Diocesi di Tempio-Ampurias. L’appuntamento, che rappresenta una delle tappe conclusive del percorso – giunto ormai alle sue ultime lezioni – ha visto come relatore il reverendissimo don Carlos De Resende.
Un appuntamento intenso e partecipato, iniziato con un momento di preghiera che ha coinvolto profondamente tutti i presenti, creando sin da subito un clima di raccoglimento e ascolto.
Tema centrale dell’incontro è stata “La celebrazione della Parola di Dio, sia all’interno che al di fuori dell’Eucaristia”. Don Carlos ha accompagnato i partecipanti in una riflessione ricca e profonda sul significato della Scrittura, aiutando a comprenderne non solo il contenuto, ma soprattutto il valore vivo e attuale per la vita di ogni credente.
La Sacra Scrittura, è stato sottolineato, non può essere letta come una semplice cronaca: essa nasce per condurre alla fede, per portare ciascuno a dire “io credo”. È una Parola che si intreccia con la vita, che prende forma nelle preghiere e nei gesti, e che diventa luce capace di dare senso all’esistenza.
Nel suo intervento, il relatore, ha richiamato anche alcune grandi figure bibliche, come Abramo e Mosè, per evidenziare come Dio entri nella storia sconvolgendo i piani umani e invitando a uscire dalle proprie sicurezze. È sempre un cammino di fiducia, dentro un contesto in cui Dio promette: “Non ti lascerò mai solo”. La Parola, dunque, non è statica, ma esperienza viva che chiama a mettersi in cammino.
Un passaggio particolarmente significativo ha riguardato il legame profondo tra Scrittura e liturgia. Quest’ultima è il luogo del dialogo tra Dio e la sua Chiesa radunata: è Cristo che, nello Spirito Santo, dialoga con il Padre, mentre la Chiesa risponde al suo Creatore. Si realizza così uno scambio vivo, un incontro in cui Dio parla all’uomo e l’uomo risponde a Dio.
Richiamando il pensiero di Sant’Ambrogio, il relatore ha ricordato come, attraverso la Parola, entriamo in dialogo con Dio: con Lui parliamo, con Lui ascoltiamo. È lo Spirito Santo a rendere efficaci le risposte, rendendo viva e operante la Parola nel cuore dei fedeli.
Comprendere la struttura della celebrazione eucaristica diventa allora fondamentale: è proprio all’interno della liturgia che la Parola si illumina e si fa pienamente comprensibile. Ogni gesto, ogni segno, ogni preghiera trova nella Scrittura la sua radice e il suo significato più profondo.
La riforma del Concilio Vaticano II ha restituito centralità alla Parola di Dio, invitando i fedeli a un ascolto più consapevole e partecipato. Anche gesti semplici, come il recarsi all’ambone, esprimono la dignità della Parola, che non può essere trattata come qualcosa di ordinario o scontato, ma va custodita e venerata, evitando ogni rischio di banalizzazione o profanazione.
Nel corso dell’incontro è stato citato anche il magistero di Papa Francesco, che richiama con forza il primato dello Spirito e l’importanza di un ascolto autentico della Parola. Essa non è mai ripetitiva: ogni volta che viene proclamata, dice qualcosa di nuovo alla vita di ciascuno. Occorre dunque accostarsi con un cuore e un atteggiamento sempre rinnovati, lasciandosi interrogare nel presente.
La liturgia, come ricorda ancora Papa Francesco, garantisce la possibilità concreta di un incontro con Cristo: nell’Eucaristia siamo raggiunti dalla potenza salvifica della sua grazia, mentre la Parola si rivolge personalmente al cuore di ogni credente.
Forte anche il richiamo alla testimonianza: i fedeli sono chiamati a essere annunciatori credibili, attraverso una vita che renda visibile la forza trasformante della Parola, capace di convertire, illuminare, liberare e santificare. È una Parola che spesso mette in crisi, perché propone un modello alto e autentico di vita cristiana, ma proprio per questo apre a una crescita vera.
In chiusura, don Carlos ha rivolto un invito chiaro e profondo: recuperare nella propria vita il primato della Parola di Dio. Una Parola che illumina le zone d’ombra, che raggiunge ciò che ancora non è stato toccato dalla grazia, che cambia prospettiva e conduce all’incontro personale con il Signore.
Un incontro che ha lasciato nei partecipanti un segno profondo, rinnovando il desiderio di ascoltare, accogliere e vivere la Parola con cuore aperto, nella consapevolezza che, ancora oggi, è Dio stesso che continua a parlare alla sua Chiesa.
Antonella Sedda
