Donald Trump accusa il Papa di essere debole sulla politica estera e sulla gestione dei confini
Eravamo ormai tutti abituati alle esternazioni e alle minacce di Trump: ”L’Iran verrà fatto a pezzi”, “Cancelleremo in una notte quella civiltà”, “Li faremo tornare all’età della pietra”, ma questa volta le parole rivolte al Santo Padre dal presidente degli Stati Uniti, appaiono alquanto volgari e non rispettose del ministero petrino, come hanno sottolineato tutti i vescovi italiani. Rischiano di travisare il ruolo del Papa riducendolo a interlocutore politico tra gli altri, tirandolo in ballo nelle contrapposizioni politiche ed economiche che nulla hanno a che fare col successore di Pietro, chiamato a confermare nella fede il popolo di Dio e a servire il Vangelo senza alcun interesse di parte. Il suo ministero si colloca su un piano radicalmente diverso da quello della competizione politica, è un servizio universale, rivolto a tutti gli uomini, credenti e non credenti, senza distinzioni. Concetto ribadito oggi da più parti non appena la notizia è stata diffusa da tutte le agenzie di stampa internazionali. Oltre la Conferenza Episcopale Italiana, anche alcune Conferenze Regionali hanno espresso dura condanna ricordando che l’unica arma che i cristiani hanno per contrastare la malvagità dell’uomo, la tracotanza dei potenti, l’umiliazione dei più deboli è la preghiera, formulata anche per coloro che si ritengono superiori alle leggi degli uomini e di Dio e ignorano completamente il diritto internazionale. Oggi Papa Leone ha replicato a Donald Trump dopo il duro attacco con parole chiare: ”Non sono un politico, io parlo del Vangelo e ha poi ribadito:” Smettiamola con le guerre” e ancora: ”Non ho intenzione di entrare in un dibattito con lui”. Ha concluso: ”Troppe persone stanno soffrendo, troppi innocenti sono stati uccisi e credo che qualcuno debba alzarsi per dire che c’ è una via migliore.
Anche in Algeria oggi, durante il viaggio apostolico, il Papa incontrando le autorità ha ribadito con fermezza che il criterio dell’azione politica è la giustizia. Nella terra che ha dato i natali a S. Agostino, Leone XIV ha ricordato che la vera forza di un Paese è data dalla cooperazione di tutti al bene comune e le autorità sono chiamate non a dominare, ma a servire il popolo e il suo sviluppo. ”L’azione politica- ha detto- trova quindi il suo criterio nella giustizia, senza la quale non vi è pace autentica, e si esprime nella promozione di condizioni eque e dignitose per tutti”. I cattolici non accettano lezioni di dottrina sociale della Chiesa né di morale da Trump visto che è stato condannato in America per tutti i capi di imputazione e si salva dal carcere solo perché impegnato nel mandato presidenziale né dal suo partner di fiducia Benjamin Netanyhau, il quale si è già macchiato di oltre 72.00 morti e oltre 173.000 feriti e nel suo paese sta affrontando un processo perché è accusato di essere corrotto e corruttore. Non smettiamo quindi di sostenere la voce profetica di Papa Leone contro ogni delirio di onnipotenza e contro ogni azione di morte.
Don Gianni Sini-Direttore di Gallura e Anglona
