L’ 11 maggio si è confermato ancora una volta una data speciale per le Missionarie di Gesù Crocifisso. Come avviene ormai da anni, infatti, le suore della Congregazione si sono ritrovate ad Aratena, luogo profondamente legato alla sua nascita spirituale. Fu proprio qui, infatti, che l’11 maggio del 1923 Padre Vico ebbe l’intuizione e l’ispirazione di dare vita alla Congregazione delle Missionarie di Gesù Crocifisso, un progetto nato dalla preghiera, dal silenzio e da una forte esperienza spirituale
, fondata poi ufficialmente l’8 dicembre 1925 nella diocesi di Tempio-Ampurias e che a distanza di oltre un secolo, quel carisma continua a generare vita, vocazioni e nuovi cammini di fede.
Immersa nella quiete della campagna gallurese Aratena continua ancora oggi ad essere considerato un luogo del cuore, che parla di preghiera, memoria e attesa, custodito con devozione dalle suore e da quanti condividono il carisma lasciato dal fondatore. E nel silenzio dei luoghi abitati da Dio, custodito tra gli alberi e la pietra antica della Cappella del Crocifisso, ancora oggi sembra riecheggiare la voce del Servo di Dio Padre Vico.
In questo scenario carico di fede e memoria si è svolta la consacrazione laicale di una giovane di Castelsardo, Giovanna Cirotto, che al termine di un cammino di discernimento e formazione durato circa cinque anni, ha pronunciato i voti di obbedienza, castità e povertà come laica consacrata.
Una celebrazione intensa e partecipata, un momento di forte spiritualità e commozione
vissuta accanto alle Missionarie di Gesù Crocifisso con la Madre Superiora suor Feliciana Moro e accompagnata dalla preghiera della comunità presente. La giovane ha scelto di affidare la propria vita al Signore vivendo il Vangelo nel quotidiano, nel servizio e nella testimonianza concreta della fede. Dopo il saluto iniziale di don Antonio Addis, suor Feliciana Moro ha ricordato con emozione il valore spirituale di questa data:
“Oggi, 11 maggio, per la nostra famiglia religiosa è una data importantissima. Esattamente 103 anni or sono il padre fondatore, il Servo di Dio Padre Salvatore Vico, proprio in questo luogo riceveva da Dio l’ispirazione di fondare la Congregazione Missionaria”.
Parole che hanno dato profondità ad una celebrazione già intensa, resa ancora più significativa dall’accoglienza di Giovanna come aggregata della Congregazione.
La celebrazione eucaristica, animata dai canti del coro, è stata celebrata da Don Antonio Addis, che segue spiritualmente le Suore Missionarie Figlie di Gesù Crocifisso nel santuario di Gesù Sommo ed Eterno Sacerdote
di Tempio, e concelebrata da Don Santino Cimino parroco di Cannigione e Don Pietro Denicu parrocco di Castelsardo.
Nell’omelia, Don Antonio, ha preso spunto dal Vangelo secondo Marco proclamato durante la celebrazione. Un brano nel quale Gesù, indicando coloro che gli stanno attorno, afferma: “Chi compie la volontà di Dio, costui è mio fratello, sorella e madre”.
Partendo da queste parole, ha poi sottolineato come la scelta compiuta da Giovanna si inserisca pienamente nello spirito evangelico del sentirsi famiglia in Cristo, non attraverso legami di sangue, ma nella condivisione della volontà di Dio e nel dono della propria vita agli altri. Il sacerdote ha richiamato il significato profondo della famiglia “Fratelli e sorelle in Cristo”, evidenziando come la consacrazione vissuta da Giovanna rappresenti una risposta concreta alla chiamata del Signore, dentro la quotidianità del mondo, nella semplicità del servizio, della preghiera e della carità.
Un’omelia intensa e partecipata, che ha aiutato i presenti a cogliere il valore autentico della consacrazione laicale come cammino di appartenenza, amore e testimonianza evangelica. Al termine dell’omelia, la Madre Generale ha chiamato la candidata davanti all’altare. Accompagnata dalla religiosa che ne ha seguito il percorso formativo, Giovanna si è avvicinata con emozione e semplicità, mentre nella cappella il silenzio si faceva preghiera.
Alla domanda: “Che cosa chiedi?”, la giovane ha risposto con voce ferma:
“Chiedo di appartenere alla Congregazione Missionaria delle Figlie di Gesù Crocifisso come aggregata, per vivere la spiritualità oblativa e sacerdotale e condividere la missione di evangelizzazione e di servizio dei poveri”.
Poi il momento più intenso: la professione dei voti di castità, povertà e obbedienza. Un “sì” pronunciato davanti a Dio e alla comunità, scegliendo di vivere nel mondo una consacrazione totale, nella spiritualità del Cristo Crocifisso.
Particolarmente toccante la consegna del crocifisso, benedetto da Don Antonio e affidato alla neo aggregata come segno della missione ricevuta. La madre generale le ha consegnato la croce dicendo:
“Ricevi questo crocifisso come segno dell’amore del Padre che in Cristo compie il suo disegno di salvezza per tutto il genere umano. Impegnati a imitare Gesù Crocifisso e a comunicare ai fratelli la sapienza del suo sacrificio”.
Subito dopo, Giovanna si è recata all’altare per firmare l’atto ufficiale della consacrazione, controfirmato dalla madre generale e dalle due suore testimoni sfociato in lungo applauso. Un gesto semplice ma solenne, che ha suggellato ufficialmente il suo ingresso nella famiglia “Fratelli e sorelle in Cristo”.
La famiglia allargata, nata nel contesto del primo centenario della congregazione, rappresenta oggi il desiderio di rendere vivo e attuale il carisma di Padre Vico anche attraverso la presenza dei laici. Un progetto aperto a uomini e donne, sacerdoti e sposi, chiamati a condividere la spiritualità dell’istituto nelle realtà quotidiane della famiglia, del lavoro e del servizio.
Al termine della celebrazione, i presenti si sono ritrovati in un clima di fraternità per un momento conviviale, tra sorrisi e abbracci. Un tempo di festa vissuto con quella familiarità serena che nasce quando la fede diventa comunione autentica.
Ad Aratena, oggi, non si è celebrato soltanto un rito. Si è rinnovata una storia iniziata oltre cento anni fa tra queste campagne silenziose.
Una storia intessuta di preghiera silenziosa, servizio donato e amore vissuto ai piedi della Croce, che ancora oggi continua a generare luce, speranza e nuove vocazioni.
Antonella Sedda
