Si è svolto ieri il ritiro del clero diocesano con il vescovo mons. Roberto Fornaciari. Al centro dell’incontro la riflessione sulla riconfigurazione territoriale e sulle unità pastorali, tema affidato alla relazione di don Stefano Borghi.

L’appuntamento ha offerto ai sacerdoti un momento di approfondimento su alcune questioni centrali per il futuro della vita ecclesiale: la lettura del territorio, il rinnovamento dell’evangelizzazione e la necessità di ripensare la presenza della Chiesa alla luce dei cambiamenti culturali e sociali.
Nel corso della relazione sono state presentate alcune chiavi di lettura maturate nell’esperienza delle unità pastorali. Tra queste, i diversi livelli di integrazione — unitario, locale e intermedio —, il ruolo degli organismi ecclesiali, chiamati a rappresentare ma anche a orientare, e la figura del presbitero, oggi chiamato a vivere una responsabilità che comprende il servizio di parroco e, in alcuni casi, di moderatore.

Particolare attenzione è stata riservata anche al tema della collaborazione tra parrocchie presenti nello stesso territorio, in sintonia con il cammino sinodale delle Chiese in Italia. La prospettiva emersa è quella di una pastorale più integrata, capace di coinvolgere comunità, presbiteri, laici, associazioni e realtà ecclesiali.

A margine dell’incontro, don Stefano Borghi ha approfondito il tema in un’intervista rilasciata a don Gianni Sini e dedicata alla riconfigurazione territoriale e alle unità pastorali.
