Mer. Giu 10th, 2026

Un ponte tra scuola, famiglia e parrocchia: a Telti il progetto sulla carità di San Paolo

Nel pomeriggio di mercoledì scorso, presso la parrocchia di Santa Vittoria a Telti, si è svolto un significativo incontro che ha visto protagonisti gli alunni della scuola secondaria di primo grado, insieme alle famiglie, ai docenti e alla comunità parrocchiale. Un momento intenso di riflessione, dialogo e condivisione nato dal desiderio di costruire un ponte concreto tra scuola, famiglia e parrocchia attraverso un progetto dal forte valore educativo e umano. Promosso dall’insegnante di religione cattolica Simona Santu, il progetto, aperto a tutti senza distinzione di credo, porta un titolo significativo tratto dall’Inno alla Carità di San Paolo: “Se non ho la carità, non sono nulla” (1 Corinzi 13,1-13). Un testo antico, scritto quasi duemila anni fa, ma ancora oggi straordinariamente attuale, capace di parlare a credenti e non credenti come patrimonio umano e culturale universale.
Ad aprire l’incontro è stata l’insegnante Santu, che con parole semplici ma profonde, ha fatto un sunto del progetto nato dal cuore della fede che ha immediatamente fatto comprendere il senso autentico dell’iniziativa: trasformare l’amore e la solidarietà in esperienze concrete di vita quotidiana. L’obiettivo principale dell’iniziativa è stato quello di far comprendere ai ragazzi che la fede cristiana non è soltanto teoria o parola, ma vita concreta, relazione, ascolto e attenzione verso il prossimo. Un percorso nato per educare alla gratuità, alla condivisione e alla sensibilità verso chi vive momenti di difficoltà, creando allo stesso tempo uno spazio di incontro autentico tra scuola, famiglia, catechisti e comunità parrocchiale anche fuori dall’orario scolastico.
Il pomeriggio si è aperto con la lettura dell’Inno alla Carità a cura di don Don Daniele Murrighili, che successivamente ha guidato una riflessione sui tre livelli dell’amore, aiutando i ragazzi a comprendere il significato più profondo delle parole di San Paolo. Un intervento capace di coinvolgere tutti i presenti e di offrire spunti concreti sulla pazienza, sull’ascolto e sull’importanza di non cercare soltanto il proprio interesse.
Successivamente gli alunni sono stati invitati a riflettere personalmente attraverso alcune domande semplici ma profonde: cosa significa essere pazienti all’interno di un gruppo? Cosa vuol dire aiutare gli altri? Qual è il significato della parola “carità” nella vita quotidiana? Ne sono nate riflessioni sincere, pensieri spontanei e idee capaci di raccontare il desiderio dei ragazzi di costruire relazioni più vere e attente agli altri.
Accanto alla riflessione, il progetto ha assunto anche una dimensione concreta attraverso una raccolta di beni di prima necessità donati dagli stessi studenti e dalle loro famiglie. Un gesto semplice ma importante, pensato come aiuto per coloro che stanno attraversando un momento difficile. È stato spiegato ai ragazzi che, per i cristiani, questo rappresenta un gesto di carità, ma anche un valore universale condivisibile da chiunque, indipendentemente dalla fede personale.
L’iniziativa ha voluto così trasformare un testo antico in un’esperienza viva e attuale: un amore che dalle parole diventa azione concreta.
Tutti i viveri raccolti attraverso questa colletta solidale saranno destinati all’Associazione – Gruppo di Volontariato Vincenziano “Accanto a Te” ODV di Olbia, realtà impegnata quotidianamente nel sostegno delle famiglie e delle persone più fragili del territorio. Alcuni alunni hanno inoltre accompagnato i doni con piccoli messaggi e pensieri scritti da loro, rendendo il gesto ancora più autentico e carico di umanità e hanno ringraziato il parroco di Telti, don Mauro Buccero e tutti coloro che hanno collaborato.
Un pomeriggio fatto di ascolto, riflessione, creatività e condivisione, dove i ragazzi hanno potuto interrogarsi sul significato dell’amicizia vera, dell’amore che dura nel tempo e dell’importanza di prendersi cura degli altri.
“Aiutare il prossimo” non significa soltanto compiere grandi azioni, ma imparare a vivere ogni giorno con attenzione verso chi ci sta accanto: una parola gentile, una mano tesa, un sorriso, la disponibilità ad ascoltare o a condividere il proprio tempo possono davvero fare la differenza nella vita di qualcuno.
Attraverso questo momento di incontro e riflessione, gli studenti vogliono lanciare un messaggio forte e positivo: ognuno di noi può diventare strumento di bene nel proprio ambiente, a scuola, in famiglia e nella comunità. Sono proprio i piccoli gesti quotidiani, spesso semplici e silenziosi, a creare cambiamenti profondi e a generare speranza. L ’esperienza vissuta ha rappresentato anche un’occasione di crescita spirituale e umana, aiutando i ragazzi a riscoprire il significato più autentico della carità: non semplice assistenza, ma amore che si fa presenza, condivisione e attenzione verso il prossimo. Un messaggio profondo, capace di superare ogni differenza e di parlare al cuore di tutti.

Antonella Sedda

By G&A

Related Post