Nel tempo di Avvento si è svolto a La Maddalena, venerdì 12 dicembre, l’incontro di Forania “Il dono prezioso e delicato della vita”, guidato dal vicario foraneo don Paolo Pala, parroco di Palau, con la partecipazione di fedeli provenienti da diversi centri del territorio. Partendo da tre episodi del Vangelo di S. Marco, il relatore ha offerto una riflessione profonda sul valore della vita e sulla difficoltà, tipicamente umana, di accogliere il bene, come delle necessità di affidarsi con fede al Signore.
Il primo episodio, quello dell’indemoniato di Gerasa, mostra come spesso ci si abitui al male, mentre il bene destabilizza: gli abitanti del villaggio sanno convivere con l’uomo posseduto, ma quando Gesù lo guarisce non riescono ad adattarsi al nuovo equilibrio e chiedono al Signore di andarsene. È una dinamica che si ripete anche oggi – ha sottolineato don Paolo Pala – quando società e individui finiscono per eliminare il bene perché troppo impegnativo da gestire, arrivando persino a rifiutare Dio, fonte del bene stesso. In questo contesto si inserisce anche la riflessione sulle leggi a tutela della vita: in una cultura abituata alla morte, riaffermare il valore della vita diventa rivoluzionario e provoca resistenze, come accade nel dibattito sull’aborto.
Gli altri due episodi evangelici, la risurrezione della figlia di Giàiro e la guarigione della donna affetta da emorragia, parlano di due forme di morte: quella fisica e quella sociale. Giàiro non era uno qualunque, era il capo della sinagoga, ma di fronte alla malattia e alla morte della propria bambina s’affida, nella disperazione, totalmente al Signore: “La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva”.
Alla donna invece, esclusa e ferita, basta toccare il mantello di Gesù con una fede totale, nata dalla disperazione ma colma di speranza, per essere guarita. Raccontando “tutta la verità”, ella affida al Signore la propria storia, segnata da fragilità e contraddizioni. Gesù non solo la risana nel corpo, ma la restituisce alla dignità e alla comunione, donandole salvezza. Anche la bambina, ormai morta, viene richiamata alla vita: segno che per Dio nessuna situazione è definitiva.
Il messaggio è chiaro e consolante: con una fede autentica è sempre possibile risorgere, riconoscendo i propri limiti e affidandosi con umiltà al Signore, fonte di vita e di speranza. Don Paolo Pala ha promesso altri incontri con l’anno nuovo. (CR)
