Lo scorso Venerdì 6 febbraio presso la sala convegni della parrocchia di San Ponziano a Olbia, si è svolto un nuovo appuntamento del corso di formazione sull’Iniziazione alla Sacra Scrittura, un percorso che sta coinvolgendo numerosi fedeli desiderosi di approfondire la conoscenza della Parola di Dio.
Ad aprire l’incontro è stato don Giorgio Diana, direttore dell’Istituto Euromediterraneodi Tempio Pausania, che ha salutato i presenti e introdotto il tema e il relatore della serata, definendolo “un ospite d’eccezione”: Mons. Ermenegildo Manicardi, Vicario Generale della Diocesi di Carpi, tra i più noti biblisti italiani. È stato preside dello Studio Teologico Accademico Bolognese, docente presso la Pontificia Università Gregoriana e la Pontificia Università della Santa Croce, membro del direttivo dell’Associazione Biblica Italiana e autore di numerosi saggi e pubblicazioni di grande spessore spirituale, Mons. Manicardi ha saputo coniugare competenza teologica e profondità pastorale.
Con semplicità ha invitato tutti a chiamarlo “don Gildo” e ha raccontato di essere stato più volte in Sardegna, pur essendo alla sua prima esperienza in un convegno dedicato ai catechisti. Fin dall’inizio ha sottolineato quanto tenesse al dibattito e al confronto con i presenti, convinto che la formazione biblica non sia solo trasmissione di contenuti, ma dialogo vivo nella Chiesa. Il cuore della serata è stato dedicato ai Vangeli sinottici e agli Atti degli Apostoli, con un’introduzione generale capace di condurre i partecipanti “al cuore del problema”, come lui stesso ha detto.
Don Gildo ha invitato a partire dall’antichità, in particolare da Alessandria d’Egitto, centro vitale della riflessione teologica dei primi secoli, dove si sviluppò la patristica greca. I teologi alessandrini, tra il II e il III secolo, come Clemente e Origene, operarono una riflessione profonda e una selezione automatica sui Vangeli, riconoscendo nel cosiddetto “Vangelo quadriforme” : un Vangelo spirituale, identificato in Giovanni, e tre Vangeli “corporali”, quelli che oggi chiamiamo sinottici.
Il termine “sinottici” – ha spiegato -nasce in epoca illuminista dalla parola “sinopsi”, ovvero “visione d’insieme”, per indicare quei Vangeli che possono essere posti in parallelo per coglierne somiglianze e differenze. Non si tratta solo di confrontare testi, ma di interrogarsi sulla loro genesi: come si spiegano le convergenze e le diversità? Già dall’antichità- ha proseguito- esistevano spiegazioni tradizionali; in seguito, con strumenti più sistematici, si sviluppò uno studio comparativo che cercava di comprendere i rapporti tra i testi non solo sulla base delle testimonianze dei Padri, ma attraverso un’analisi attenta delle strutture narrative.
Particolare attenzione è stata dedicata al Vangelo di Marco, molto caro al relatore. Richiamando anche la riflessione di Sant’Agostino, che definiva Marco una sorta di “breviator” di Matteo per la sua minore estensione, don Gildo ha mostrato come un’analisi più attenta riveli che, pur essendo più breve nel complesso, Marco presenta spesso racconti più ampi e dettagliati rispetto a Matteo, che in alcuni casi sintetizza. Da qui il riferimento alla cosiddetta “priorità di Marco”: secondo molti studiosi, sarebbe proprio Marco il Vangelo più antico, utilizzato poi da Matteo e Luca come fonte. Ma per comprendere questi passaggi – ha sottolineato – occorre saper leggere le informazioni con discernimento, così come si legge la storia della Chiesa non solo nei libri, ma anche nelle pietre dei suoi edifici. Un altro passaggio significativo ha riguardato il rapporto tra Gesù e il Vangelo. L’evangelizzazione, ha spiegato, nasce dalla storia di Gesù, ma il Vangelo non può essere ridotto a una semplice cronaca: è realtà universale, destinata ad affermarsi nel mondo intero. Non è solo memoria del passato, ma annuncio che attraversa i secoli e raggiunge ogni popolo.
Nel corso della serata, don Gildo ha citato diversi versetti del Vangelo di Marco, spiegando perché lo sente particolarmente vicino: in esso emerge con forza l’umanità di Cristo, il dinamismo dell’azione, la gradualità con cui i discepoli comprendono il mistero del Maestro.
L’incontro si è concluso con un dialogo vivace con i presenti, segno di un interesse autentico e di una formazione che non rimane teoria, ma diventa occasione di crescita comunitaria.
Un appuntamento che ha lasciato nei partecipanti il desiderio di continuare ad approfondire la Sacra Scrittura con passione, competenza e spirito di Chiesa.
Antonella Sedda
