Mer. Apr 22nd, 2026

Messaggio pontificio alla plenaria della Conferenza episcopale 

Abusi e liturgia
sfide per la Chiesa in Francia 

(articolo Osservatore Romano)

 Abusi e  liturgia  sfide per la Chiesa in Francia  QUO-069

25 marzo 2026

di SALVATORE CERNUZIO

Abusi e Vetus Ordo. Due questioni delicate e complesse, causa di “ferite” interne alla Chiesa, sono al centro dell’assemblea plenaria di primavera della Conferenza episcopale francese (Cef), in corso a Lourdes da ieri 24 marzo, fino a domani giovedì 26. E proprio su questi temi è intervenuto il Papa con un messaggio inviato ai vescovi d’Oltralpe a firma del cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, esortando — sul tema degli abusi — a manifestare attenzione alle vittime e misericordia «verso tutti», inclusi i sacerdoti colpevoli, e invocando — sulla questione della messa tradizionale — «soluzioni concrete che permettano di includere generosamente le persone sinceramente legate al Vetus Ordo». Questo senza nascondere la grave preoccupazione per il fatto che «continui ad aprirsi nella Chiesa una dolorosa ferita riguardante la celebrazione della messa, il sacramento stesso dell’unità».

Il Pontefice si dice «particolarmente attento» al «delicato tema della liturgia», sul quale si vuole riflettere in plenaria «nel contesto della crescita delle comunità legate al Vetus Ordo». I vescovi ne discuteranno in una conferenza specifica su “Liturgia e tradizione”, in continuità con tutti i Concili, in particolare il Concilio Vaticano II — ha detto nel suo intervento di apertura il cardinale Jean-Marc Aveline, presidente dell’episcopato francese e arcivescovo di Marsiglia — ma tenendo conto delle tensioni intorno alla celebrazione della liturgia tridentina. Proprio per sanare queste divisioni, il Pontefice indica la strada della reciproca accoglienza: «È certamente necessario un nuovo sguardo di ciascuno verso l’altro, in una maggiore comprensione della sua sensibilità; uno sguardo che possa permettere a fratelli ricchi della loro diversità di accogliersi reciprocamente, nella carità e nell’unità della fede», scrive.

Quindi, riguardo alla problematica degli abusi, Leone XIV afferma che, dopo tanti anni di «crisi dolorose, è giunto il momento di volgere lo sguardo con determinazione verso il futuro e di rivolgere ai sacerdoti di Francia, duramente provati, un messaggio di incoraggiamento e di fiducia». Durante l’assemblea, i vescovi dovranno infatti decidere la sorte dell’Inirr (Instance nationale indépendante de reconnaissance et réparation), l’Organismo nazionale indipendente per il riconoscimento e la riparazione delle vittime di abusi del clero. Nato dopo il rapporto della Ciase (Commission indépendante sur les abus sexuels dans l’Eglise), terminerà il suo mandato nell’agosto 2026.

«Un punto della vostra riflessione riguarderà il proseguimento della lotta contro gli abusi sui minori e il processo di riparazione che avete intrapreso con determinazione. È infatti opportuno perseverare nel lungo periodo nelle azioni di prevenzione avviate», sottolinea il Papa, che invita anche a «continuare a manifestare l’attenzione della Chiesa verso le vittime e la misericordia di Dio verso tutti. È bene — aggiunge — che i sacerdoti colpevoli di abusi non siano esclusi da questa misericordia e siano oggetto delle vostre riflessioni pastorali».

Il Vescovo di Roma — che riferisce «il suo interesse» per l’agenda dei temi scelti dalla Cef — incoraggia anche il lavoro sull’educazione, altro oggetto di riflessione per i vescovi, in risposta alla lettera apostolica Disegnare nuove mappe di speranza e in un generale contesto di «crescente ostilità nei confronti delle istituzioni cattoliche, con la messa in discussione della loro identità specifica».

Citando Papa Francesco, per il quale il tema educativo era di «fondamentale importanza» sia «per il futuro del mondo» sia «per l’annuncio del Vangelo», Leone XIV incoraggia, sempre «nel rispetto delle convinzioni di ciascuno e con la costante preoccupazione di accogliere tutti», a «difendere con determinazione la dimensione cristiana dell’insegnamento cattolico che, senza riferimenti a Gesù Cristo, perderebbe la sua ragion d’essere».

A conclusione del messaggio, una dichiarazione di «affetto» e l’assicurazione delle sue preghiere per la Chiesa francese, «per tutti i cattolici» e «per il clero», affinché «perseverino nella fede e nell’annuncio coraggioso del Vangelo, in tempi certamente difficili ma in cui non mancano i segni di speranza e della presenza di Dio nei cuori».

Nella plenaria non mancherà un’analisi del contesto internazionale; in particolare l’escalation della violenza in Medio Oriente, che il cardinale Aveline ha descritto nella prolusione come una «guerra senza pietà». Le giornate di lavori sono segnate anche dal ricordo dei martiri di Tibhirine, i monaci trappisti uccisi durante la guerra civile in Algeria, il Paese nordafricano — terra di sant’Agostino — che Leone XIV si appresta a visitare dal 13 al 15 aprile prossimi

https://www.osservatoreromano.va/it/news/2026-03/quo-069/abusi-e-liturgia-sfide-per-la-chiesa-in-francia.html

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