Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!
Oggi desidero parlarvi del Viaggio apostolico in Francia che ho compiuto nei giorni scorsi. È stato un grande dono per me e per il popolo di Dio in quel Paese, e ne rendo grazie al Signore.
Così nell’udienza generale di mercoledì 30 settembre Leone XIV ha ricordato l’appena concluso viaggio apostolico in Francia. Un viaggio che, già annunciato come storico, si è manifestato ancora più forte dell’attesa, restituendo al mondo un’immagine vitale, entusiasmante, infuocata e calorosissima dell’attuale Francia cristiana.
Papa Leone in piazza San Pietro usa l’immagine dell’incontro con la cattedrale di Notre-Dame de Paris come simbolo di un viaggio segnato dalla RINASCITA.
A Parigi venerdì 25 settembre è successo davvero qualcosa di incredibilmente forte. Leone XIV ha attraversato in papamobile le vie di Parigi da boulevard Montparnasse a Place Saint-Michel, accolto da migliaia di fedeli in festa, fino a raggiungere Notre-Dame de Paris – blindatissima per l’occasione. La Francia ha messo in piedi una sicurezza oltre ogni aspettativa. Io ero lì insieme a quei fedeli ad ascoltare la gioia di un popolo desideroso di incontrare il Santo Padre e vivere la Speranza.
Cuori, volti, passi, di uomini e donne, giovani, bambini, sacerdoti, religiosi e religiose battevano all’unisono sul piazzale di Notre-Dame.
“Sembravano così lontani e dimenticati gli anni bui della Chiesa cattolica travolta dalla nube degli abusi, dall’incendio della cattedrale” scrive Le Figaro.
Il Santo Padre incontra i fedeli sorridente, disteso, accogliente e luminoso. I francesi lo acclamano e lo accolgono tra preghiere e canti entusiasmanti di fede e calore umano.
Questa cattedrale – cuore della fede cattolica parigina – è per Papa Leone XIV il vero segno di una speranza che deve continuare ad animarci e chiede – dopo un commosso pianto davanti all’immagine della Vergine – di coltivare la relazione intima con il Signore: questa cattedrale è nata di nuovo perché anche voi possiate rinascere di nuovo con slancio di santità e missione quotidiana. Altra missione che il Papa affida ai cattolici è la cura della liturgia, attraverso la semplicità del canto, della parola, dei gesti capaci di comunicare dignità e bellezza a un’oasi di pace oggi minata da iperconnessioni e brusio.
La Francia laica e secolarizzata è oggi protagonista di un risveglio pastorale inatteso e impensabile sino a pochi anni fa. E bisogna tornare alle immagini e agli anni di Giovanni Paolo II per rivivere ciò che ha vissuto Parigi in questi due giorni di incontro con Leone XIV. Alcuni vescovi parlano di miracolo e non di particolari programmi pastorali. Ci sono francesi che, dopo aver chiesto il battesimo, si mettono al servizio di una nuova evangelizzazione in corso.
Chi sono? Da dove vengono questi 80.000 giovani che per ore hanno riempito di vitalità e preghiera, canto e fervore la veglia di preghiera allo Stade de France con il Papa? Si domanda ancora Le Figaro.
L’atmosfera è leggera e gioiosa, ma cosa spinge questi adolescenti e giovani adulti – in una Francia disorientata e corrosa dalla violenza – a trovarsi a Saint-Denis un venerdì sera? Continuano a domandarsi i giornali parigini. È la gioia di ascoltare e incontrare il Santo Padre e rivivere una storia cristiana fatta di santità, fede e bellezza.
Questi giovani – continua Le Figaro – non vengono da Marte, né dall’antichità cattolica, ma seguono un’inestinguibile sete di qualcosa più grande di loro, di più grande di ciò che abitano: il loro cuore.
Lo stadio di Saint-Denis si infiamma all’arrivo di Leone XIV che ha richiamato i giovani alla santità e alla ricerca della loro vocazione. Una serata impreziosita dall’esposizione della Santa Tunica di Cristo, indossata da Gesù durante la passione e custodita presso la basilica di Saint-Denis – patrono di Parigi. La Santa Tunica sarebbe arrivata a Parigi con Carlo Magno e oggi è qui allo stadio dei giovani cattolici come simbolo di una nuova maglia da indossare! Quella dell’unità della fede, dei cuori e della Chiesa.
Come discernere il luogo in cui il Signore mi chiama a servire e offrire la mia vita? Domanda un giovane al Santo Padre.
Per ben discernere bisogna cominciare da una buona formazione spirituale fondata sulla preghiera e sul servizio. Adorazione, azione e silenzio sono gli strumenti che Leone XIV pone sul cammino di discernimento dei giovani. La Chiesa in Francia ha bisogno di voi!
Fortissima la scelta dei luoghi celebrativi di questo viaggio apostolico che lo stesso Leone XIV ha ricordato e sottolineato all’udienza generale del mercoledì. Come unire due luoghi così diversi come una cattedrale e uno stadio?
Che cosa li univa? La Chiesa, che non è fatta di pietre o di cemento, ma di persone che amano Gesù Cristo perché sono state amate da Lui. A Notre-Dame c’erano i preti e i diaconi, le persone consacrate, gli operatori pastorali; allo stadio c’era la nuova generazione francese: nuova – direi – non solo per età, ma più ancora per spirito, per libertà di cuore e di fede. Giovani che hanno cantato, gridato, ma che sono anche rimasti in silenzio, in ascolto. Volti attenti e commossi, che manifestavano cuori desiderosi di verità e d’amore. A loro ho detto con gioia: “Voi siete i santi di Francia!”.
Questi numeri e questo entusiasmo smentiscono i pronostici dei padri della rivoluzione, dell’illuminismo e di Napoleone che, insieme a Voltaire, avevano pronosticato la fine del cristianesimo.
Sabato 25 settembre Leone XIV fa il suo ingresso sugli Champs-Élysées atteso da 800.000 persone festanti e gioiose, serene e composte. Ci sono intere famiglie e bambini ad accoglierlo. Quell’Arco di Trionfo voluto da Napoleone per celebrare le sue campagne militari e politiche di devastazione e saccheggio diventa in questo sabato la porta di un nuovo ingresso di luce, con un Papa che, come Gesù a Gerusalemme, porta il suo sorriso e il suo saluto di pace e speranza.
Accanto a me sugli Champs ho una famiglia che dalle 10.00 del mattino attende con i suoi tre bambini di 5, 10 e 12 anni il passaggio del Papa. Intanto, disposti su un telo da campeggio, consumano biscotti, verdure e bibite portate da casa e trasformano quel luogo in un angolo familiare di vita domestica che attende l’ingresso del successore di Pietro come un ospite – i bambini fremono di gioia, sventolano le bandiere vaticane, colorano bellissimi disegni di vetrate gotiche con le insegne di Leone XIV.
È una delle immagini più belle che mi porto dai giorni di Parigi 2026 e che mi riempiono davvero di speranza.
La Chiesa è viva! Lo Spirito di Dio soffia e riaccende le braci di un apparente assopimento di vitalità cristiana: è davvero una rinascita nella speranza quella che si è vissuta in Francia durante il viaggio apostolico di Papa Leone XIV.
L’evento culminante è quello della celebrazione Eucaristica vissuta in Place de la Concorde – altro luogo simbolo della rivoluzione. Questa piazza, fredda, logica, avara, razionalista, fu luogo di decapitazioni e ghigliottine ed è qui che la Rivoluzione Francese del 1789 ha mostrato tutto il suo terrore.
Improvvisamente arriva il sole sulla piazza!
Place de la Concorde diventa il centro della celebrazione eucaristica. Cristo diviene il centro, la via e la mèta di quanti sono qui ad ascoltare Papa Leone.
Arrivano da diverse parti della Francia, ma sono soprattutto parigini assetati di vita, di bellezza, di verità a confluire sugli Champs-Élysées. Colpiscono il silenzio e la compostezza durante la celebrazione della Santa Messa con il Papa.
Il cardinale François-Xavier Bustillo, vescovo di Ajaccio, ha detto a Le Figaro che “il Papa viene anzitutto in nome della vita: questo è il senso dello slogan della sua visita: perché abbiano la Vita. Ma non viene a fare la morale. Ha detto con chiarezza quale sia la sua visione della vita, in un paese libero, in un’epoca in cui vengono annunciate molte morti”.
Papa Leone ha sottolineato il vero valore della laicità – che mai può ostacolare o sentirsi minacciata dalla religiosità di un popolo. A Lourdes ha sottolineato il valore e la sacralità della Vita umana quale dono di Dio:
ogni vita umana, in qualunque condizione, anche di più grave fragilità, conserva la propria inviolabile dignità e merita di essere curata, accompagnata, sollevata dalla sofferenza con umana compassione e con l’ausilio dei mezzi offerti dalla scienza.
Possiamo dire che ciò che è accaduto a Notre-Dame di Parigi con l’incendio era avvenuto in Europa con la Seconda Guerra Mondiale. E l’Europa è rinata, sulla base di quei principi di democrazia, solidarietà e fraternità tra i popoli che molto devono alle sue radici cristiane.
Don Francesco Mocci ATCM_17697153-D45F-4CDA-8C80-4D…