Oggi monsignor Pietro Meloni, vescovo di Ampurias e Tempio dal 1983 al 1992 e successivamente alla guida della diocesi di Nuoro, compie 90 anni. Una ricorrenza che ha suscitato numerosi messaggi di affetto e riconoscenza da parte di sacerdoti e fedeli. Tra questi spiccano le parole di don Santino Cimino e di don Gianni Satta, che hanno voluto ricordare il presule emerito sottolineandone il sorriso, la vicinanza e la capacità di far crescere la comunità ecclesiale.
Don Santino Cimino
Oggi l’indimenticabile vescovo mons. Pietro Meloni compie 90 anni. Augurissimi a questa persona speciale perché la gioia e la speranza risplendano sempre nel suo sorriso e nei suoi gesti.
Don Gianni Satta
Gaudium et spes!
Non solo il motto, dello stemma episcopale, Santino. La vita, il sorriso, la gioia, la convivialità travolgente. La speranza di una Chiesa feconda, aperta. È stato il primo vescovo nella nostra Diocesi che in modo sistematico ha inizialmente accompagnato, poi incoraggiato e poi individuato il percorso teologico, formativo e spirituale di un ricambio mirato, serio, ricco, profondo, studiato dei giovani teologi, non per assecondare ambizioni personali ma piuttosto in un discernimento ecclesiale anche personale – non dimentichiamo che lui è stato docente universitario prima di intraprendere il cammino presbiterale – che ha fatto crescere la nostra Chiesa.
Come al solito, un po’ come è giusto che sia, altri ne hanno raccolto i frutti seppur per imitazione. Le competenze nella nostra Chiesa sono emerse così: con rigore, con serietà e con risultati sorprendenti anche nella Chiesa che è in Sardegna. Essere protagonisti intelligenti, appassionati e attivi della Chiesa, a fondo perduto, ad maiorem gloriam Dei.
L’inculturazione della fede e della vita cristiana, la cultura, il lavoro, l’ambiente, la comunicazione, i rapporti umani, sociali e politici ne hanno avuto grande riscontro. La tre giorni diocesana è stata un esempio magistrale di vita ecclesiale. Pensiamo alla presenza di padre Sorge. Tutti convocati! La speranza, il motore dell‘incontro, cioè la gioia di stare insieme, anziani e giovani. Pedralada a Castelsardo docet. Autentica scuola di fraternità, accompagnati da maestri dello Spirito e dell’azione pastorale come il vescovo di Ivrea, non Bettazzi.
La partecipazione ai campi scuola con i “gobbuli” sassaresi. Una fucina di iniziative, non estemporanee, dentro un progetto di piano pastorale. Tutto messo nero su bianco. Con mons. Meloni iniziò una documentazione storico-scientifica dei vari ambiti della vita ecclesiale diocesana. Una produzione cartacea di valore ineguagliabile. Qualche sacerdote che perdeva il ritmo anche della semplice lettura della ricca e densa produzione lamentandosi si sentiva rispondere con il sorriso da +Pietro: “dato che hanno inventato la Scrittura”.
Il tempo “perso“ con le persone, con le comunità, la presenza costante nei momenti di festa e di dolore, l’ironia, le battute erano l’olio che smuovevano i meccanismi farraginosi di ogni clericalismo, il profumo dell‘Immortalità. Agimus tibi gratias, Petre! E in sassarese: A zent’anni!
Anche se mi ha detto: “Siamo agli sgoccioli. Ubi Petrus…”
Penso si sia capito, pago volentieri il “debito”: sono il primo prete che +Pietro ha mandato a studiare a Roma, dopo il baccellierato.
