Sono trascorsi due decenni dalla morte di Mons. Salvatore Sussarellu. Era la sera di sabato 10 novembre 2005, preludio della domenica, della celebrazione del mistero pasquale sempre annunciato con corsggio e convinzione di fede dal compianto sacerdote castellanese. La malattia che in brevi tempi lo condusse al tramonto dei giorni terreni, fu solo una limitata parentesi rispetto alla lunga e feconda stagione che lo ha fotogradato energicamente attivo e dinamico nei svariati e rilevanti mansioni ricoperte. Lo ricordiamo come un autentico uomo di Dio, alto, snello, tutto d’un pezzo, e che interorizzava lo stile di un saggio maestro spirituale , impronta ben palese ed edificante custodita tuttora in chi ha goduto della sua paternita’ nella direzione e formazione delle coscienze. I meandri del Seminario Regionale prima e diocesano in seguito sembrano parlare ancora del suo passaggio umanamente profondo, di una testimonianza sacerdotale e culturale che sapeva coniugare il mondo ecclesiale preconciliare con i nuovi segni dei tempi, attento alle sfide del contemporaneo cogliendone i risvolti positivi . Con tale non facile intuizione ha saputo accompagnare generazioni di seminaristi non solo come Rettore, educatore, ma anche attraverso l’insegnamento della dottrina teologica , assaporata da tanti nelle modalita’ di esposizione, nella preparazione, nella capacita’ di stimolare un dialogo costruttivo. Il mondo accademico non gli privo’ comunque di esprimersi anche in altri fronti pastorali , specie nella delega conferitagli come Vicario Generale, collaboratore sempre presente nel suo luogo di origine, Castelsardo, condividendo con generosa dedizione il talento della predicazione, della musica con cui , tra gli ultimi a suonare il settecentesco organo a canne , animava splendide liturgie nella Cattedrale di S. Antonio Abate, la sua cattedrale dove venne consacrato presbitero da Mons. Morera il 12 agosto del 1945, amorevolmente sostenuto dalla preghiera e dall’affwtto del padre Domenico e della mamma Maria Antonia Capula. La sua famiglia di origine sempre gli e’ stata vicina ,nel tempo degli studi e nel suo apostolato, quest’ultimo caodiuvato sopratutto dalle sorelle Cicita e Maria. Ricordare don Salvatore, ma per tutti dottor Sussarellu, a vent’anni della scomparsa, e’ dovere della chiesa diocesana ,realtà da lui servita con zelo e instancabile donazione.
don Santino Cimino
