Una serata all’insegna della cultura e della spiritualità quella che si è svolta a Olbia, nella Basilica di San Simplicio, con il convegno intitolato “San Simplicio: la struttura dalle origini a oggi”.
L’iniziativa, promossa dall’Associazione Amici della Biblioteca Simpliciana in collaborazione con la Basilica Minore di San Simplicio, ha offerto al pubblico l’occasione di riscoprire la storia della chiesa simbolo della città attraverso studi archeologici e riflessioni teologiche.
L’incontro è stato aperto dal presidente dell’associazione, Matteo Micozzi, che ha introdotto i relatori: Marcello Cabriolu, Andrea Careddu e Salvatore Paolo Caligaris.

Nel suo intervento, Marcello Cabriolu, autore degli studi pubblicati all’interno del terzo volume degli Atti del X Congresso Nazionale degli Archeologi Medievisti, ha illustrato il lungo processo evolutivo che ha portato la basilica alla forma attuale, frutto di oltre due secoli di trasformazioni. Ha inoltre mostrato documenti e mappe d’epoca, alcune delle quali presentano inesattezze sulle origini del monumento, restituendo un quadro più preciso e documentato della sua storia.
Andrea Careddu, laureando in Beni Culturali, ha presentato una breve indagine architettonica realizzata a partire da uno studio del padre, mentre Salvatore Paolo Caligaris ha offerto una riflessione simbolica sul tema del pesce nei primi secoli cristiani, ricordando che “in ΙΧΘΥΣ la parola diventa figura e la figura diventa parola: è la logica stessa del Verbo che si fa carne”. La teologia visiva delle origini, in cui credere significava anche “vedere con il cuore”.
Nel suo intervento conclusivo, Cabriolu ha sottolineato come la Basilica di San Simplicio rappresenti “un luogo in cui si percepiscono la storia e la cultura di un tempo antico, dove si respira l’aria dei martiri e dei primi cristiani”.
A chiudere la serata è stato il rettore della basilica, don Antonio Tamponi, che ha ringraziato i relatori e il pubblico, evidenziando il valore di iniziative capaci di mantenere viva la memoria storica e spirituale della città, sottolineando inoltre che San Simplicio non è solo un monumento del passato, ma un luogo che continua a parlare, a custodire e a generare cultura, fede e identità per tutta la comunità olbiese.

