Mi farò forte stasera del tema affrontato oggi nella nostra seconda tappa del pellegrinaggio, quello della Fede e della Preghiera, affinchè mi diano stimolo a redigere la mia modesta relazione quotidiana! Siamo arrivati stamattina all’abbazia di Monte Cassino, uno spettacolo meraviglioso per gli occhi e per l’anima. Ancora estasiati dal luccichio degli zecchini, ci siamo diretti nella Cripta dedicata a San Benedetto e Santa Scolastica, dove i nostri “tre Don” hanno celebrato la Santa Messa animata dai canti del “Neonato Coro della Forania Riunita”. Nell’omelia, don Andrea, dopo averci illustrato la vita di San Benedetto e il suo operato, ci ha evidenziato come le 73 regole istituite dal santo, possano essere riassunte nel motto dell’ordine ORA ET LABORA, sintesi che esprime lo spirito della Regola, che deve essere luce per la vita di ogni cristiano. «La preghiera infatti è fondamento dello spirito cristiano e non può staccarsi dalla vita quotidiana del fedele.» « Siamo invitati a chiederci quali siano le priorità della vita, nell’intimità tra noi e la nostra coscienza ». Al giorno d’oggi sembra che l’umanità non abbia più tempo per la preghiera, presa dalla frenesia degli impegni, primo fra tutti il lavoro. Che è anche il secondo punto della Regola: il lavoro che occupa un posto importantissimo nella vita di ogni benedettino, ma che, pur essendo conseguenza del peccato originale è segno della dignità dell’uomo. Occorre dunque trovare il giusto equilibrio tra l’ Ora e il Labora, il giusto spazio nella concretezza e nel sano realismo cristiano. Don Andrea ci ha invitato dunque, su esempio di San Benedetto a “non anteporre nulla a Cristo”, perché, come diceva un altro grande santo Agostino: dove Dio è al primo posto, ogni cosa è al posto giusto. Durante il viaggio verso Caserta, (dove sorge la sontuosa Reggia che abbiamo potuto ammirare nel pomeriggio) anche don Efisio, nella sua riflessione ci ha ricordato che la preghiera è il respiro dell’anima che fa da tramite tra l’uomo e Dio. Troppo spesso però non troviamo il tempo per pregare. Io stessa mi ritrovo a pregare nei soli momenti di bisogno e a cercare conforto nei soli momenti di difficoltà. Il mio proposito è dunque quello di fare tesoro di queste riflessioni e il mio auspicio è che “quando Il Figlio dell’uomo verrà” possa trovare realmente la fede, quella di tutta l’umanità che “fa preghiera”, compresa la mia, rafforzata da questo bellissimo passaggio del cammino giubilare.
Maria Antonietta Fadda




