La frase finale del Vangelo di questa domenica è: con la vostra perseveranza salverete la vostra vita.
In questi tempi ad alcuni fa effetto, un effetto tutto occidentale, di una cultura sfilacciata, che non sa dove atterrare, che in altre terre e culture la propria appartenenza religiosa, piaccia o non piaccia, è fatta di perseveranza. L’esserci, lo starci, l’impegnarsi dentro di essa. Ci fa stupore come gli uomini ebrei e gli uomini mussulmani siano convinti in modo condiscendente che la
loro giornata inizi con la preghiera e finisca con la preghiera. Cari, è la
Loro fede e loro ci credono.
Spesso noi, siamo battezzatori, funeralisti e matrimonialisti, cioè continuiamo una vita sacramentale dettata dalla cultura mediamente cristiana in Europa, in tutte le confessioni, ma dire che è la nostra perseveranza a creare il Corpo ecclesiale non è poi così vero.
Forse, tutti coloro che abbiamo voluto il battesimo, invece di farci portabandiera di valori sociali improntati a questo, dovremmo richiederci se Cristo è ancora il punto di confronto dell’uomo ideale che vorremmo essere e annunciare. Uomo che non spegne il lucignolo fumigante, non soffia sulla fiamma smorta, non spezza la canna incrinata, ma offre se stesso per rialzare l’umanità soggiogata dal peso delle sue mille malattie.
Don Antonio Tamponi
