Ven. Gen 23rd, 2026

Maria, Madre di Dio: dalla culla al Calvario, modello di coraggio e meditazione

Theotókos, Efeso 431 dopo Cristo, é definita dogmaticamente Maria di Nazareth: Madre di Dio. La Solennità , come spesso avvenuto dopo il Concilio, è un’intuizione del 1969 del Santo Papa bresciano Paolo VI. Quindi a lei é dedicato il primo giorno dell’anno solare e quindi il tempo.
Perché alla mamma di Dio? Ma perché lei ha accolto e vestito di tempo l’eterno, lo ha generato nella carne e dato alla luce , deponendolo su questa terra. Spesso la Madonna, utilizzata da certi cattolici più cristiana di Cristo, ha dovuto sopportare lo svilimento di essere circondata dagli wedding planners delle tovaglie blu e non essere invece celebrata come è una vera donna, una vera sovrana. Questa arte floreale di incastrarla sempre a mani giunte in apparizione, ha fatto percepire Maria Santissima come una nulla facente che aspetta fiorellini e inchini. Addirittura da chi il Cristo non solo non lo pratica, ma ne ignora la parola. Quando Maria ha dato ordini precisi e chiari: dovete fare ciò che lui vi dice!
Immaginare questa Madonna inoperosa, che attenda fedeli pentiti, da presentare a suo figli, perché altrimenti lui non li accoglierebbe é banalizzare la storia della femminilità cristiana di colei che è stata scelta perché l’unica adatta a far nascere, educare, portare a maturità Gesù.
Certo che dobbiamo pregarla, Venerarla, ma non stupirla, dopo quello che ha vissuto e visto da sola: meditava, infatti, tutte queste cose nel suo cuore. Così scrive Luca. Maria è pienamente capace di virtù intellettuali riflesse e capace di coraggio intrepido: stavano sotto la croce di Gesù, sua Madre…
Dalla culla al calvario, senza mai fermarsi.
Dedichiamo a lei il nostro tempo, come consacrandolo ad impegno nella vita in Cristo e nella Chiesa, non come atto porta fortuna, che è anche eretico da proporre. Questa donna è la mamma del Re, non una donnina piena di vezzeggiativi e da toccare ai piedi perché si passi un esame di patente. Abbassare o svilire quella che per noi è stata la donna più importante della storia è quantomeno strano, dopo che diciamo di crederci. Facciamoci coinvolgere dalla sua compostezza, il suo garbo, il suo silenzio e la sua meditazione.

Don Antonio Tamponi

By G&A

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