Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 5,13-16
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».
É da anni che anche nei nostri racconti sulla Chiesa, non ultimi questi giorni, dei membri della stessa, contiamo lo sconfitte. E quindi le derivanti defezioni e diminuzioni numeriche occidentali.
Intanto l’Occidente, desse il cardinale Ratzinger, sta combattendo una guerra contro se stesso perché vuole “culturalmente” fare l’upgrade, in seconda istanza le crisi esistono, in terza, purtroppo abbiamo sbagliato campo di battaglia. Il campo giusto è rimanere sale della terra e lievito. È impensabile che tutta la massa sia sale e lievito. Piuttosto é naturale che gli elementi di attivazione di una massa siano a disposizione per farla lievitare.
Poi ci saranno slanci, ritrosie, pecore e lupi, defezioni, abbandoni. Ma, disse iil Cristo tutte queste cose devono accadere; ancora, ad ogni giorno basta la sua pena.
Dunque pregare e amare quando non si fosse più di moda, vale due volte. Portare il lievito è l’impegno e il sale la grande fatica del peso, ma questo dobbiamo offrire, questo ci è chiesto di essere. Non di contarci. Anzi di avere pace nel Padre celeste nella nostra piccola opera richiesta da Gesù.
Don Antonio Tamponi
