Lo scorso giovedi’ 12 marzo, presso la Parrocchia di San Ponziano a Olbia, si è tenuto il sesto incontro del corso di formazione rivolto ai fedeli laici. Relatore della serata è stato il reverendo Don Rinaldo Alias, sacerdote della diocesi di Tempio – Ampurias, che ha guidato i partecipanti nell’approfondimento del Corpus Giovanneo, soffermandosi in particolare sul Vangelo di Giovanni,
uno dei testi più profondi e teologicamente ricchi del Nuovo Testamento, e sugli altri scritti attribuiti alla tradizione di Giovanni l’Evangelista. Durante la lezione il relatore ha illustrato la ricchezza teologica e spirituale del quarto Vangelo, mettendone in evidenza le caratteristiche principali, lo stile narrativo e il valore della testimonianza che nasce dall’esperienza diretta dei discepoli.
Durante la lezione il relatore ha spiegato come il cosiddetto Corpus Giovanneo comprenda il quarto Vangelo, le tre lettere di Giovanni e l’Apocalisse, testi che la tradizione collega alla figura di Giovanni l’Evangelista, identificato dalla tradizione cristiana con il figlio di Zebedeo, uno dei discepoli più vicini a Gesù, chiamato “il discepolo che Gesù amava”.
Uno degli aspetti più significativi evidenziati nel corso dell’incontro riguarda la dimensione della testimonianza. Il Vangelo di Giovanni, infatti, insiste sul valore della testimonianza orale e dell’esperienza vissuta: ciò che è stato visto, ascoltato e persino toccato diventa annuncio condiviso con la comunità. Non si tratta soltanto del racconto di un singolo testimone, ma di una memoria che nasce dall’esperienza viva dei discepoli e diventa patrimonio collettivo della Chiesa. A questo proposito il relatore ha richiamato l’incipit della Prima Lettera di Giovanni: «Ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato… noi lo annunciamo anche a voi». Parole che esprimono con forza la concretezza dell’esperienza viva e la volontà di trasmetterla come esperienza collettiva, condivisa.
Don Alias ha poi illustrato la struttura del quarto Vangelo,
Giovanni completa il quadro dei sinottici, spiegando come esso si distingua dai questi; esso offre, infatti, un punto di vista originale sulla vita di Gesù, con i viaggi legati alle feste ebraiche e con discorsi che approfondiscono il significato teologico delle azioni del Maestro. Se infatti questi ultimi offrono una narrazione simile della vita di Gesù Cristo, il Vangelo di Giovanni propone un punto di vista diverso e complementare, capace di completare il quadro della figura di Gesù con una profondità teologica unica.
Il racconto giovanneo presenta una struttura ben definita: un prologo iniziale, seguito da una prima parte che giunge fino al capitolo dodici e racconta i segni compiuti da Gesù; dalla seconda parte, a partire dal capitolo tredici, il Maestro si rivolge in modo più diretto ai suoi discepoli. Il capitolo diciassette contiene la grande preghiera sacerdotale, mentre i capitoli successivi narrano la passione, la morte e le apparizioni del Risorto.
Un’altra caratteristica sottolineata dal relatore riguarda lo stile letterario. Nel Vangelo di Giovanni non troviamo le parabole tipiche dei sinottici; al loro posto compaiono lunghi discorsi di Gesù, ricchi di immagini e simboli, che si sviluppano con un ritmo quasi meditativo, fatto di ripetizioni e approfondimenti. Accanto al simbolismo emerge anche un particolare uso dell’ironia narrativa, che spesso mette in luce il contrasto tra ciò che i personaggi comprendono e il significato più profondo delle parole e delle azioni di Gesù.
Grande attenzione è stata riservata anche alla descrizione dei personaggi: figure come Pietro, Giuda o Tommaso vengono delineate anche se con poche parole, nei loro tratti essenziali e incisivi, capaci di coinvolgere il lettore e favorire un processo di immedesimazione. In questo senso il Vangelo di Giovanni rivela una straordinaria finezza letteraria e una notevole profondità spirituale.
Tra gli scritti della tradizione giovannea, infine, trova posto anche l’Apocalisse, che fornisce esplicitamente il nome dell’autore e il contesto in cui il testo è stato composto, mostrando al tempo stesso alcune affinità teologiche e simboliche con il quarto Vangelo.
L’incontro si è rivelato particolarmente ricco di spunti di riflessione e ha permesso ai partecipanti di avvicinarsi con maggiore consapevolezza alla profondità del messaggio evangelico. Il percorso formativo per fedeli laici, prosegue così nel suo cammino, offrendo un’importante occasione di crescita, arricchimento spirituale e culturale e conoscenza della Sacra Scrittura.
Antonella Sedda