Si è concluso presso la parrocchia di San Ponziano il percorso di formazione per fedeli laici della diocesi di Tempio-Ampurias, un cammino che per diversi mesi ha accompagnato numerosi partecipanti alla scoperta della Sacra Scrittura e del suo ruolo nella vita cristiana.
Ad aprire l’ultimo incontro sono stati i saluti dell’Istituto Euromediterraneo, ente promotore del corso. A nome del direttore, don Giorgio Diana, è stato rivolto un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dell’iniziativa: relatori, partecipanti, collaboratori e quanti, a vario titolo, hanno accolto e sostenuto il percorso formativo durante l’anno.
Attraverso una lettera consegnata a ciascun partecipante, don Giorgio Diana ha espresso la propria gratitudine per il cammino condiviso, sottolineando come questo anno di formazione abbia rappresentato un’occasione preziosa per mettersi in ascolto della Parola di Dio. «Abbiamo camminato insieme ponendoci in ascolto della Parola – ha scritto – come singoli battezzati, famiglie, gruppi e comunità». L’augurio è che l’itinerario vissuto possa aver suscitato il desiderio di approfondire sempre più la conoscenza della Sacra Scrittura e di diffonderne il messaggio nei diversi ambiti della vita quotidiana.
Non è mancato un pensiero per il periodo estivo ormai alle porte, con l’auspicio che possa essere un tempo di ristoro per il corpo e per lo spirito, mantenendo vivo il legame con l’Istituto Euromediterraneo e con le future proposte formative che verranno presentate nel prossimo anno pastorale.
A chiudere il percorso è stato padre Massimo Maria Terrazoni, guida del convento benedettino “Mater Dei” situato a Porto Istana, poco distante da Olbia, che ha dedicato il suo intervento al tema della Lectio Divina, antica pratica di preghiera fondata sull’ascolto e la meditazione della Parola di Dio. Per introdurre la riflessione, il religioso ha richiamato una celebre e semplice citazione del cardinale Carlo Maria Martini, risalente a più di 30 anni fa, che sintetizza efficacemente il valore dell’incontro tra il credente e la Sacra Scrittura.
«Sono in effetti convinto che la scelta di molti, oggi, di una grande familiarità nella preghiera con la Bibbia corrisponda a un disegno di Dio per il nostro tempo», scriveva Martini, ricordando come, durante il suo lungo ministero episcopale, abbia potuto constatare personalmente i frutti di una preghiera nutrita dall’ascolto costante della Parola di Dio.
Secondo padre Terrazoni, questa riflessione contiene già gli elementi essenziali per comprendere il significato profondo della Lectio Divina. Al centro vi è anzitutto la Parola di Dio, la Bibbia, che non può essere considerata semplicemente un testo da leggere o studiare, ma una presenza viva capace di parlare all’uomo di ogni tempo. Il religioso ha sottolineato come spesso si ascoltino o si leggano brani della Scrittura senza prestare loro la dovuta attenzione, rischiando di perdere la ricchezza del messaggio che Dio desidera comunicare. Da qui nasce l’importanza di sviluppare una vera familiarità con la Parola, frequentandola con costanza e lasciandosi guidare da essa nella preghiera. È proprio questo rapporto assiduo con la Scrittura, ha spiegato il relatore, che permette alla Parola di portare frutto nella vita concreta delle persone, orientando pensieri, scelte e comportamenti secondo il Vangelo.
Da questa prospettiva, padre Terrazoni ha evidenziato alcuni elementi fondamentali della Lectio Divina: la centralità della Parola, il rapporto profondo tra Scrittura e preghiera, la necessità di una frequentazione costante del testo sacro e il valore di una lettura che non si limiti allo studio, ma diventi autentico dialogo con il Signore.
«La Lectio Divina non è esegesi», ha spiegato il relatore, «ma un accostarsi alla Scrittura per pregare». La Parola di Dio, infatti, non è soltanto un contenuto da comprendere intellettualmente, ma il luogo privilegiato attraverso il quale il credente può incontrare Cristo e lasciarsi trasformare dalla sua presenza.
Nel corso dell’incontro, padre Terrazoni ha proposto anche un ampio excursus storico sulle origini di questa pratica spirituale. Partendo dall’Antico Testamento, ha ricordato come il verbo “ascoltare” rappresenti uno dei richiami più frequenti rivolti da Dio al popolo d’Israele, soprattutto nei momenti più difficili della sua storia. Proprio dall’ascolto nasce il cammino di conversione e di rinnovamento che caratterizza la Lectio Divina.
Il relatore ha poi richiamato l’episodio dei discepoli di Emmaus, considerato uno degli esempi più significativi di questa esperienza: Gesù si affianca ai discepoli, interpreta le Scritture e apre loro il cuore alla comprensione del mistero pasquale, cambiando radicalmente la loro prospettiva di vita.
Ampio spazio è stato dedicato anche al contributo dei Padri della Chiesa, in particolare a Origene, che invitava ad accostarsi alla Parola con desiderio e disponibilità interiore, lasciando che fosse la Scrittura stessa a illuminare e spiegare la Scrittura. Successivamente, la tradizione dei Padri del deserto e l’esperienza monastica contribuirono a consolidare questa forma di preghiera, facendone uno degli elementi centrali della vita spirituale cristiana.
Un riferimento particolare è stato riservato a san Benedetto, che nella sua Regola attribuisce alla Lectio Divina un ruolo fondamentale. Il santo fondatore del monachesimo occidentale insiste sulla necessità di una lettura continua, perseverante e quotidiana della Parola di Dio, capace di “dilatare il cuore” e renderlo sempre più aperto all’azione della grazia. Nella seconda parte dell’incontro, padre Massimo Terrazoni ha illustrato il contributo determinante di Guingo II il Certosino, vissuto nel XII secolo, celebre autore della Scala Claustralium,
monaco del XII secolo e priore della Grande Certosa, che raccolse e sistematizzò la tradizione spirituale precedente, offrendo quella struttura della Lectio Divina che ancora oggi rappresenta un punto di riferimento per la preghiera personale e comunitaria.
Attraverso l’immagine di una scala che conduce all’incontro con Dio, Guido individuò quattro gradini fondamentali. Il primo è la lectio, ovvero la lettura attenta della Parola di Dio, compiuta con disponibilità e apertura del cuore. Segue la meditatio, il momento della riflessione e della ricerca, durante il quale il credente si interroga non soltanto su ciò che il testo dice in sé, ma anche su ciò che quella Parola comunica alla propria vita.
Il terzo gradino è l’oratio, la preghiera che nasce dall’ascolto della Scrittura. Non una preghiera costruita sui propri pensieri o desideri, ma una risposta a quanto Dio ha suscitato nel cuore attraverso la sua Parola. Infine si giunge alla contemplatio, il momento in cui il credente gusta la presenza del Signore e sperimenta la dolcezza dell’incontro con Lui, lasciandosi illuminare dalle risposte che la Parola offre alle domande più profonde dell’esistenza.
Padre Terrazoni ha inoltre sottolineato come il vero protagonista della Lectio Divina sia lo Spirito Santo, guida interiore del cammino di ascolto e di comprensione della Scrittura. Per questo è necessario accostarsi alla Parola in un atteggiamento di preghiera e di disponibilità, lasciandosi interrogare da ciò che si legge.
Particolare attenzione è stata dedicata al tema della “compunzione del cuore”, cioè a quel movimento interiore che nasce quando una parola del Vangelo tocca profondamente la persona, facendo emergere ricordi, emozioni, domande o aspetti della propria vita che forse erano rimasti nascosti. È proprio da questa esperienza che prende forma la preghiera autentica, come risposta all’iniziativa di Dio.
L’incontro si è concluso con alcuni interventi e domande da parte dei partecipanti, segno dell’interesse suscitato dal tema affrontato. Al termine non sono mancati i saluti e i ringraziamenti finali, che hanno suggellato la conclusione di un percorso formativo intenso e partecipato, ma anche un invito a proseguire il cammino personale di ascolto della Parola. Un’esortazione a fare della Sacra Scrittura una compagna di viaggio quotidiana, affinché, come ricordato durante la serata, la Parola di Dio possa continuare a plasmare la vita dei credenti e a orientarla verso Cristo.
Antonella Sedda
