È morto Bachisio Bandinu, antropologo, intellettuale e studioso della cultura sarda. La notizia della sua scomparsa ha suscitato profonda commozione in tutta l’Isola. Pubblichiamo di seguito il ricordo di don Gianni Satta, che domenica scorsa gli ha amministrato il sacramento dell’Unzione degli Infermi.
Domenica scorsa, chiamato dalla sorella presso cui alloggiava, nell’ultima parte della sua esistenza terrena, gli ho amministrato il sacramento dell’unzione degli infermi. Uomo di viva fede cristiana, dall’infanzia…, da ragazzo era stato anche in seminario…il primo laico nella storia, cui chiesi di commentare e guidare S’Iscravamentu in lingua sarda.
Tra gli innumerevoli libri e scritti, ricordo Costa Smeralda. Come nasce una favola turistica; Narciso in vacanza: Il turismo in Sardegna tra mito e storia; Olbia città multietnica; Visiones. I sogni dei pastori; Il re è un feticcio; Identità cultura scuola; La maschera, la donna e lo specchio... Questo libro l’ho letto, attraversando il Messico, la cultura Maya, da capo a capo. Lingua sarda e liturgia; Lettera a un giovane sardo sempre connesso; Domani è un altro mondo…
Il contributo culturale di Bandinu è un patrimonio prezioso, imprescindibile, necessario per chiunque abiti la Sardegna o ne venga a contatto, senza dare l’impressione di avere sempre la valigia in mano, senza retropensieri.
L’implantatio Ecclesiae è la condizione di possibilità, in un tempo, in un luogo, in una lingua della piena espressione del Mistero dell’incarnazione, della finitudine e del limite, del peccato e della morte per il passaggio, l’esodo, alla pienezza, alla gioia, alla autentica condivisione e comunione.
A questo proposito, il contributo ecclesiale, intellettuale, pratico del suo volume Per una Chiesa Sarda parte dalla domanda: Esiste una Chiesa sarda?
Bandinu trova risposta sulla specificità dell’aggettivo qualificativo “sarda”, oltre l’ovvio significato geografico e storico, e libera <il significante “sarda” dall’ossessivo riferimento al passato, con la conseguente e sempre ripetuta attribuzione regressiva…Del passato conta ciò che esiste, insiste e persiste in traiettoria positiva, come risorsa del fare e del farsi delle cose, come fonte di energia nel cammino>.
Bandinu parla di patrimonio storico, antropologico, artistico, musicale e linguistico che caratterizza modi di pensare, di pregare, di fare, di comunicare, di organizzazione dello spazio e del tempo della fede.
Pensiamo semplicemente alle storiche “incomprensioni” ecclesiastiche tra parroci e comitati delle feste. Solo alla luce di profonda intelligenza della fede, passano da elementi di rottura, divisione, incomunicabilità a situazioni di crescita, di condivisione e di convivialità.
Il grande sforzo e l’impegno di Bandinu per la Lingua sarda nella liturgia parte da una forte identità che necessariamente si confronta con il mondo contemporaneo. Lui scrive: <dentro una realtà complessa e nella logica di contraddizioni e conflitti, di resistenze… in questo stesso rapporto che si vive la relazione tra chiesa locale e chiesa universale>.
Ringraziamo e preghiamo per Bachisio, per questo grande dono alla sua terra, alla Sardegna e alla Chiesa, per la sua intelligenza, per la sua costanza e tenacia, per le incomprensioni che ha dovuto subire, per le sue acute intuizioni, per la realizzazione dei suoi progetti, per la sua grande umiltà e disponibilità e signorilità.
Perché laico. Perché la sua vita e la sua morte siano un monito a non tergiversare, per esempio con il riconoscimento pieno della Lingua sarda nella Liturgia per il Popolo della Parola e della Karis.
A Dio Bachisio
Le esequie di Bachisio Bandinu si terranno giovedì alle 16.30 nel santuario di Nostra Signora del Miracolo, a Bitti. La celebrazione sarà presieduta da mons. Antonello Mura.
