Il 18 luglio 1965, nell’antica Basilica di San Simplicio, eretta canonicamente Parrocchia nel 1955, essendo Parroco il calangianese Don Salvatore Giacomini, Mons. Giovanni Melis Fois ordinava presbitero Domenico Degortes, 24 anni non ancora compiuti, olbiese. I suoi Superiori di Cuglieri lo avevano descritto come: pio, obbediente, disponibile, generoso, amante della vita comunitaria, sensibile alla comunione tra i compagni.

Tratti, questi, che avrebbero caratterizzato tutto il suo lungo sacerdozio, servizio pastorale. Il Vescovo Melis Fois lo nominò Viceparroco della Cattedrale in Tempio Pausania il 1° settembre 1966. Durante gli anni tempiesi non tardò a manifestare la sua dote di sensibile confessore e di direttore spirituale. Presto, guidato dal Parroco Mons. Gino Grimaldi, anche lui olbiese, si mise a disposizione dei giovani dell’Azione Cattolica. In Cattedrale lo si trovava in preghiera e sempre pronto ad ascoltare una confessione o a offrire qualche consiglio spirituale. Il 1° ottobre 1973, il Vescovo Mons. Carlo Urru lo nominò Viceparroco a La Maddalena, stretto collaboratore dell’allora Parroco il castellanese Mons. Salvatore Capula. Ebbe così inizio il suo servizio pastorale nella parrocchia isolana, che fu interrotto solo per cinque anni con la nomina a Rettore del Seminario diocesano l’8 dicembre 1989 da parte del Vescovo Mons. Pietro Meloni. Negli anni precedenti, continuò a servire l’Azione Cattolica a La Maddalena molto fervente grazie alla formazione data da Mons. Capula.


Insieme, si dedicò, con altrettanta passione, all’assistenza dei malati, visitando le famiglie, dimostrando grande capacità di ascolto e di conforto. Quando tornò nell’Isola, con fraternità, pazienza, umiltà, riprese anche ad accompagnare l’ormai vecchio Parroco Mons. Capula, che molto lo stimava. Di lì a pochi anni gli succedette come Parroco gestendo un passaggio complesso e delicato che seppe guidare con serenità grazie alle sue virtù sacerdotali. Se la Parrocchia maddalenina non può essere pensata, nella sua storia secolare, senza la figura di Mons. Capula, altrettanto deve dirsi per Don Domenico. Infatti i maddalenini continuano a ritrarlo come: semplice, povero, instancabile; sempre pronto, nonostante l’età, a servire il Vangelo in parole e opere.

Nominato Parroco Don Andrea Domanski, Don Domenico è rimasto sullo Scoglio, in casa parrocchiale, per continuare la sua presenza evangelica, il suo tratto gentile, rispettoso, sempre accogliente. Pur nell’Isola, non ha mai smesso di svolgere l’importante servizio di confessore e direttore spirituale recandosi nelle parrocchie dove era richiesto. Per questo, tanti uomini e donne gli sono grati per l’aiuto spirituale, ma anche materiale, ricevuto. Insieme a questi, tanti sacerdoti che a lui devono: ascolto, conforto, consiglio, incoraggiamento. Carissimo Don Domenico, sicuro di interpretare e fare sintesi dei sentimenti del nostro Presbiterio, lodo il Signore, buon pastore, per averci donato tutto il tuo sacerdozio in questi 60 anni. Semplicemente: GRAZIE!
di Sandro Serreri
