Ven. Gen 23rd, 2026

Roma, incontro nazionale dei cancellieri vescovili.

LA CURIA: VOCAZIONE E STRUMENTO PER LA VITA DIOCESANA

Si è tenuto a Roma, nell’elegante e accogliente struttura dell’Hotel Palace Carpegna, sull’Aurelia, a due passi dalla sede centrale della CEI, il tradizionale Incontro annuale dei Cancellieri delle diocesi e Arcidiocesi d’Italia, mercoledì 22 ottobre 2025. Su 260 diocesi d’Italia, erano presenti oltre 140 Cancellieri; la Sardegna era rappresentata da don Franco Tuveri (Ales-Terralba), mons. Antonino Zedda (Oristano), don Luca Mele (Nuoro), don Roberto Arcadu (Ozieri), don Filippo Corrias (Lanusei); presente anche il Cancelliere dell’Ordinariato Militare (anch’gli sardo) don Giancarlo Caria. Il saluto introduttivo, a nome del Segretario Generale della CEI mons. Giuseppe Baturi, in rappresentanza di tutti i vescovi italiani, è stato dato da mons. Gianluca Marchetti, Sottosegretario e Direttore dell’Ufficio Nazionale per i Problemi giuridici che, oltre ai saluti istituzionali, ha svolto un’interessante relazione avente come tema il Protocollo unicoQuesto importante strumento detta e armonizza i ritmi giuridici dell’intera vita ecclesiale diocesana, sotto i molteplici punti di vista: è infatti strumento episcopale che dà ordine a tutti gli atti di governo del Vescovo, ma anche ai vari uffici a lui collegati e che trovano sbocco nella Curia diocesana; per questo il Protocollo (ha ribadito fortemente il sottosegretario CEI) deve essere unico, in modo che siano registrati in esso fedelmente tutti i flussi documentali ufficiali: è fondamentale che solo il Cancelliere organizzi e determini il Protocollo. In linea teorica potrebbero esserci altri protocolli settoriali e perciò parziali, come quello personale che ogni vescovo gestisce, ma che non avendo i crismi dell’ufficialità del protocollo unico, hanno evidentemente solo un uso pastoralee, quindi, giuridico assai diverso. Il Protocollo, in buona sostanza, è uno strumento giuridico di buon governo che viene messo a disposizione del vescovo locale per l’esercizio del ministero e per la vita della comunità diocesana; è infine la via ordinaria che determina i rapporti ufficiali della sede. Mons. Marchetti, dall’alto della sua esperienza e della competenza ha, quindi, fatto riferimento ai flussi documentali che raggiungo gli uffici di Curia, dettando le norme e le determinazioni sull’ archiviazione, sia cartacea (che è da conservare sempre) sia sui supporti mediatici, con i pericoli e le garanzie per l’uso e la conservazione di tutti i dati giuridici della sede episcopale. Prima della pausa-pranzo ha preso la parola la dott.ssa Francesca Maria D’Agnelli, dell’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto, su un altro importante argomento sempre legato ai flussi documentali. La seconda parte dei lavori è stata guidata da don Pietro Rescigno, aiutante di studio dell’Ufficio Nazionale; sul tema delle annotazioni nei registri di battesimo (in occasione delle crescenti richieste del cosiddetto sbattezzo)l’iter della pratica è abbastanza organico e semplice e segue le norme della Cei e quelle europee sulla privacy. Don Rescigno ha ricordato che i dati di un libro storico, come è quello del Battesimo, non si possono eliminare mai. È però nel pieno diritto dei fedeli che lo richiedono, procedere ad annottare la volontà di non essere più considerati membri della Chiesa cattolicaha anche chiarito che le richieste di sbattezzo, presentate dai genitori per i propri figli minorenni, non possono essere accolte: possono essere conservate fino al momento in cui, il fedele, raggiunta la maggior età sia lui a richiedere l’annotazione. Il convegno si è concluso con l’intervento della dott.ssa Maria Teresa Viola, che ha illustrato le norme e i principi giuridici per il riconoscimento della personalità pubblica civile alle Confraternite: l’iter procedurale può avvenire coi tempi e le norme previste in modo che si ottenga la Personalità giuridica per il solo fine di culto, norme ulteriori esistono eregolano il mutamento di denominazione, il trasferimento di sedeo l’eventuale soppressione. Le Confraternite, con la riforma, e i loro beni sono confluite nell’Ente Parrocchia che giuridicamente amministra i beni delle Confraternite le quali (moralmente) ne sono pur sempre proprietarie. Il corso di aggiornamento è stato seguito dai presenti con tanto interesse, tante domande e delucidazioni sono state presentate ai relatori, che hanno risposto dovizia di particolari, rivelando ancoro una volta l’importanza dei corsi di studio e di aggiornamento: è sempre forte l’esigenza non solo di tenersi aggiornati ma anche di proporre momenti di confronto a tutti i livelli della vita diocesana, regionale e nazionale.      

Mons. Antonino ZEDDA,

Cancelliere della Curia Arcivescovile di Oristano.

By G&A

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