Gio. Feb 19th, 2026

Olbia, Monte Pino e anche Arzachena, 12 anni dopo: il ricordo vivo delle vittime dell’alluvione

OLBIA, 18 NOVEMBRE – Dodici anni dopo il ciclone Cleopatra, Olbia si ferma ancora una volta per ricordare le sue vittime. Nove nomi, uno dopo l’altro, scanditi nella preghiera di una comunità che non ha dimenticato: Bruno Fiore, 68 anni, la moglie Sebastiana Brundu, Maria Loriga, Maria Loria, Patrizia Corona, Morgana Giagoni, Maria Massa, Enrico Mazzoccu, Francesco Mazzoccu, Anna Ragnedda.

Il cuore della commemorazione, questa mattina, è stato in via Escrivà, là dove fu celebrato il dolore, e dove oggi si è rinnovato l’impegno della memoria. Accanto all’altare, gli studenti delle scuole cittadine, seduti a terra con le gambe incrociate, hanno dato voce al ricordo con letture e pensieri.

Don Gianni Sini, vicario foraneo di Olbia, ha guidato la preghiera in suffragio delle vittime. «La nostra è una comunità che non ha dimenticato e che ogni anno torna qui per rinnovare la memoria e la speranza», ha detto.

Presente anche il sindaco Settimo Nizzi, che ha ricordato i passi avanti fatti in questi anni:
«Siamo in dirittura d’arrivo con la valutazione d’impatto ambientale. Dopo il progetto, ci sarà il bando e poi i lavori. Olbia deve diventare una città sicura, in grado di affrontare la pioggia come una risorsa, non come una minaccia. Il segno del dolore rimane e lo vivremo per sempre. Non si può dimenticare un evento così drammatico in tempo di pace. Cleopatra ha segnato per sempre questa città».


Arzachena ricorda le vittime del ciclone Cleopatra

Questa mattina, al Parco XVIII Novembre di Arzachena sono state ricordate le vittime dell’alluvione provocata dal ciclone Cleopatra, che il 18 novembre 2013 sconvolse la comunità gallurese causando la morte di quattro concittadini della stessa famiglia: Isael Passoni, Cleide Mara Rodriguez, Weriston Isael Passoni e Leine Kellen Passoni. A dodici anni da quella tragedia, l’Amministrazione comunale, insieme alla Parrocchia Santa Maria della Neve, alla Polizia Municipale, alla Compagnia Barracellare, ai volontari della Protezione civile Agosto ’89 e ai Vigili del Fuoco, ha reso omaggio ai caduti con un momento di silenzio, riflessione e preghiera.

Durante la cerimonia, il sindaco Roberto Ragnedda ha sottolineato l’importanza della memoria collettiva e il valore del sacrificio delle squadre di intervento che, in quelle ore drammatiche, operarono senza sosta per aiutare la popolazione. Un cuscino di fiori, benedetto dal parroco don Jacek Meczel è stato posto davanti al monolite dedicato alle vittime. Un gesto semplice ma carico di significato per onorare persone pienamente integrate nella comunità arzachenese, arrivate da lontano in cerca di un futuro migliore e travolte invece da un destino crudele. CR

La Santa Messa a Monte Pino

Nel pomeriggio, il dolore si è spostato a Monte Pino, altro teatro della tragedia, dove vennero travolte due auto e persero la vita Bruno Fiore, Sebastiana Brundu e Maria Loriga. Lì, sul ponte ricostruito lungo la provinciale 38 bis, è stata celebrata una messa da don Mauro Bucciero, vicario generale della diocesi di Tempio-Ampurias, e parroco di Telti.

«Fu un dolore immenso per Olbia e per tutta la Gallura – ha detto il sacerdote –. Ma nacque anche una cosa bellissima: la mobilitazione di un popolo, con volontari da ogni angolo della Sardegna».

Presente alla cerimonia anche Veronica Geromino, unica superstite del crollo, ancora in attesa di risarcimento: «Per noi il 18 novembre è ogni giorno. Non dimenticherò mai quel momento. La strada sembrava sicura, ma bastò un attimo».

Accanto a lei, l’assessore regionale ai Lavori pubblici Antonio Piu, che ha annunciato il completamento della strada entro l’estate del 2026:
«Quella di oggi è una vittoria della responsabilità. Dodici anni per riavere una strada sono troppi, ma oggi possiamo finalmente fissare una data».

Al termine della celebrazione, Pina Pasella, presidente del Comitato Pro Monte Pino, ha gettato un mazzo di fiori dal ponte, nel punto esatto in cui avvenne il crollo. Un gesto semplice, carico di memoria e dignità. Perché in Gallura, quel 18 novembre del 2013, non è mai finito davvero.

By G&A

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