Ven. Gen 23rd, 2026

Un presepe colmo di angeli: conclusa la Novena di Natale alla Sacra Famiglia

Si è conclusa questa sera la Novena di Natale nella Parrocchia della Sacra Famiglia di Olbia: un tempo di attesa, di preghiera e di cammino condiviso che ha lasciato nel cuore della comunità un senso profondo di gratitudine, di gioia e di speranza colma di significato. Un cammino che quest’anno è stato guidato dagli angeli, così come proposto da don Andrea Raffatellu, che ha invitato tutta la comunità – piccoli e grandi – a lasciarsi accompagnare da queste presenze luminose, segni concreti dei doni di Dio nella nostra vita quotidiana. Protagonisti della Novena sono stati i bambini del Catechismo che, giorno dopo giorno, dalla prima elementare fino alla seconda media, si sono alternati nell’animazione delle celebrazioni. Ogni gruppo ha portato con sé angeli portatori di doni preziosi: la gioia, la dolcezza, l’amore, la giustizia, la fede, la luce e altri valori fondamentali per crescere come persone e come cristiani, semi buoni da coltivare fin da piccoli. Durante ogni incontro, gli angeli sono stati presentati all’altare dai bambini che, con parole semplici ma profondissime, hanno espresso i loro pensieri e le loro riflessioni su ciascun dono. Guidati con attenzione e delicatezza dalle catechiste, con la loro spontaneità hanno saputo dare voce a ciò che portavano nel cuore, ricordando a tutti che Dio ama farsi riconoscere attraverso la semplicità e che spesso parla proprio tramite i più piccoli. Il cammino si è poi arricchito di un momento particolarmente intenso: sono stati i bambini che si preparano a ricevere il sacramento della Cresima a presentare i loro angeli, ciascuno portatore dei sette doni dello Spirito Santo, affidati all’altare come invocazione e come promessa. In quel gesto si è colto il senso di una fede che cresce, di un passaggio verso una maggiore consapevolezza, di una Chiesa che accompagna i ragazzi passo dopo passo, affidando allo Spirito il loro cammino.
Un momento particolarmente significativo è stato anche quello in cui don Andrea, insieme al diacono Luciano, ha presentato alcuni angioletti speciali, che hanno assunto le sembianze dei volti di chi quotidianamente serve la parrocchia. Tra questi, l’angioletto del servizio affidato al diacono, e quelli che richiamavano la presenza e il ministero di don Andrea, don Roberto e don Clement. Un segno semplice ma eloquente, che ha ricordato come il servizio vissuto con amore e umiltà sia esso stesso un dono, una forma concreta di Vangelo vissuto. In questo giorno conclusivo della Novena, don Andrea ha affidato alla comunità una riflessione profonda e attualissima: «Dio continua a mandare i suoi angeli anche oggi, anche se a volte non ce ne accorgiamo». Angeli che non sempre hanno ali, ma che si riconoscono dai gesti. Chi porta aiuto diventa un angelo, chi si presta al Signore con semplicità, chi sceglie la pace, chi consola, chi si mette a servizio. Angeli di pace, angeli del quotidiano, angeli che si chinano sugli altri. Ha ricordato anche gli “angeli del fango”, coloro che non hanno paura di sporcarsi le mani per aiutare, salvare, ricostruire. «Ringrazio il Signore», ha concluso, «perché in questa Novena ci ha fatto riflettere tanto». Parole che hanno aiutato tutti a rileggere la propria vita alla luce del Vangelo. Al termine di ogni celebrazione, gli angeli – quelli dei bambini e quelli degli adulti – sono stati deposti nel presepe della chiesa, che giorno dopo giorno si è arricchito di colori, volti e significati. Un presepe vivo, che racconta una Chiesa in cammino, fatta di mani che donano, cuori che ascoltano, famiglie che accompagnano e presenze silenziose che custodiscono. La Novena è stata molto partecipata: tante famiglie hanno scelto di esserci, di fermarsi, di accompagnare i propri figli, di vivere insieme questo tempo di attesa nella preghiera e nell’ascolto. Tutti hanno seguito con attenzione, lasciandosi toccare dalla profondità inattesa dei bambini. Non poteva mancare, in questo cammino, un pensiero che nasce dal cuore della comunità per Italo Deiana, scomparso lo scorso giugno. Un ricordo che non è semplice memoria, ma riconoscenza. Italo era una presenza discreta e fedele in parrocchia, una di quelle che non fanno rumore ma che diventano indispensabili. Durante la Novena non mancava mai: era lì, vicino ai bambini, ad accompagnarli con premura fino all’altare, quasi a custodire quel passo con la delicatezza di chi sa voler bene senza mettersi in mostra. Don Andrea lo ha ricordato con affetto, sottolineando come persone come Italo restino per sempre parte viva della comunità. In sua memoria, nel presepe è stato deposto un angelo con l’aureola: un angelo che ora ha un volto e una storia, un angelo che continua a fare ciò che ha sempre fatto, accompagnare, proteggere, servire. Un angelo che ora guarda dall’alto, ma che rimane tra noi nei gesti buoni, nella memoria condivisa, in ogni bambino che si avvicina all’altare. Perché le persone buone non si dimenticano, diventano parte della storia più bella di una comunità. Ora il presepe è colmo di angeli. E in mezzo a loro, come sempre, c’è spazio per accogliere Gesù che viene. Un Gesù atteso da una comunità viva, che ha saputo preparargli la strada con la gioia, la fede, lo Spirito e l’amore dei più piccoli.

Antonella Sedda

By G&A

Related Post