Il battesimo di Gesù é la seconda Epifania che contempliamo. Anche detta Teofania perché sono avvertite esplicitamente le tre Persone Divine.
In verità questo atto penitenziale del Battista non è il Battesimo Cristiano, anche perché il primo a non averne bisogno sarebbe il Cristo, ma é colto da Gesù come l’inizio del suo ministero pubblico, dunque quel triennio che dedicherà a farsi conoscere e annunciare il regno di Dio.
É liturgicamente conseguente alla nascita, ma discronico rispetto alla sua esistenza, poiché parliamo di circa trent’anni dopo la sua nascita.
Le altre due Persone divine sono con lui in questa missione nel tempo e nello spazio . Conosceremo così il Verbo, il Volto misericordioso del Padre nel suo annuncio e i doni dello Spirito a sostegno del percorso cristiano.
Il figlio “agapetós”, amato e frutto dell’amore trinitario, non creato ma generato di amore eterno, spezza le antiche catene che facevano di alcuni salvabili e di altri condannati certi, perché ogni uomo e ogni donna abbiano la speranza della salvezza eterna.
Non toglierà la sofferenza dal mondo, le darà un senso, non toglierà l’opposizione tra le parti “sono venuto a portare il fuoco”, ma darà loro la ratio per opporsi al male col bene. Non farà magie, come i maghi d’Egitto, ma miracoli: cioè segni credibili della sua presenza in mezzo a noi. Non prevederà il futuro, ma lo annuncerà , non vorrà sacrifici espiatori, ma misericordia. Non vorrà la corona, ma porterà la tunica invonsutile, il prezioso vestito che non vede nè strappi nè cuciture. Sarà un filato senza interruzione. Questo è il commento di don Antonio tamponi al Vangelo di questa domenica
Don Antonio Tamponi
