Gio. Feb 19th, 2026

Catechesi esperienziale: mettersi in cammino per non restare fermi

Nella serata di ieri si è svolto un incontro online di introduzione al corso di formazione sulla catechesi” Catechisti in cammino”, rivolto ai catechisti della diocesi Tempio-Ampurias e promosso dall’Ufficio Catechistico Diocesano. Un momento partecipato e ricco di stimoli, che ha preparato il terreno al percorso formativo che inizierà ufficialmente venerdì 23 gennaio, dalle ore 16.00 alle 18.00, presso l’Aula Magna dell’Istituto EuroMediterraneo di Tempio Pausania.
L’incontro è stato aperto e coordinato da Maria Dolores Angius, detta “Lollo”,direttrice dell’Ufficio Catechistico della diocesi di Tempio Ampurias, che ha introdotto i due relatori e ringraziato i numerosi partecipanti collegati, sottolineando l’importanza di camminare insieme come comunità educante. I relatori della serata sono stati la dott.ssa. Nives Gribaudo, incaricata diocesana per la Catechesi della Diocesi di Cuneo-Fossano, nonché parte dell’équipe formativa dell’ufficio catechistico regionale e di quello nazionale e don Maurizio Mirai, deleggto regionale per la catechesi impegnato nella formazione. Due voci diverse ma profondamente complementari: Nives Gribaudo curerà la dimensione metodologica, offrendo strumenti concreti e operativi per il lavoro con i bambini del catechismo;
don Maurizio si occuperà invece dei contenuti, con un inquadramento teorico della catechesi esperienziale come cammino di fede fondato sull’esperienza vissuta e condivisa. Il cuore dell’incontro è stato proprio questo: rendere la catechesi un’esperienza viva, capace di suscitare domande, coinvolgere le persone e favorire un autentico incontro con Gesù. Una catechesi che non si limita a trasmettere nozioni, ma che accompagna, provoca, ascolta e genera senso.
Attraverso l’uso di linguaggi multipli, immagini e musica, i relatori hanno guidato i partecipanti in un vero e proprio viaggio nel tempo. Sullo schermo sono scorse immagini di cartoni animati del passato, vecchie soap opera, film, telefoni di una volta, abbigliamento di altri decenni: segni evidenti di quanto il mondo sia cambiato in pochi anni. Il tutto accompagnato dalla canzone “Io non ritorno indietro”, con il suo ritornello intenso: “Io non ritorno indietro a un amore gigante”, una vera dichiarazione di fiducia e di fedeltà, letta anche come una professione di fede rivolta a Gesù. Il messaggio è stato chiaro: se tutto muta e noi non mutiamo, rischiamo di diventare muti. Restare fermi nelle proprie abitudini può sembrare comodo, ma spesso impedisce di parlare al cuore delle persone di oggi, soprattutto dei più piccoli.
Attraverso semplici esercizi pratici – come l’invito a incrociare le braccia in modo diverso dal solito – i partecipanti hanno potuto sperimentare concretamente quanto il cambiamento possa risultare inizialmente scomodo, ma non impossibile. Anzi, una volta superata la resistenza iniziale, ci si accorge che si può abitare anche una posizione nuova. È emersa così una domanda centrale: che cosa ci impedisce di cambiare?
Spesso non sono veri ostacoli, ma alibi che ci costruiamo: “ho sempre fatto così”, “non vale la pena”, “mancano le risorse”, “non sarò sostenuto”. Giustificazioni che rischiano di tenerci fermi e di spegnere la creatività. A sostegno di questo cammino, sono state richiamate parole forti del magistero della Chiesa. Paolo VI ricordava che la tradizione non è un museo, ma una pianta viva che fiorisce ogni primavera. Papa Francesco ci invita a non avere paura del cambiamento, perché Dio va sempre oltre i nostri schemi, non teme le periferie e ci accompagna proprio lì: nei bambini difficili, nelle famiglie fragili, nelle situazioni complesse. Un catechista che non è creativo fatica a essere fedele al Dio delle sorprese.
Particolarmente significativo è stato anche il cortometraggio proposto: la storia di un nonno che cerca con cura di “decorare” il cielo con belle nuvole per il suo nipotino. Quando arriva l’imprevisto, tutto sembra rovinarsi. Il nonno si scoraggia, ma il bambino riesce a vedere in quel cambiamento qualcosa di nuovo e sorprendente. Proprio da quell’imprevisto nasceranno nuvole ancora più belle. Un’immagine potente che parla di fiducia nei bambini e nella loro capacità di aprire strade inattese. Il messaggio finale è stato carico di speranza: possiamo partire da dove siamo, senza paura, per permettere alla speranza di fiorire e portare frutti nuovi. Il cambiamento spaventa, ma può diventare occasione di vita nuova, se vissuto insieme e con fiducia.
L’auspicio condiviso è che il corso che inizierà venerdì sia una bella esperienza di gruppo, capace di generare un rinnovamento autentico nelle nostre comunità e nelle nostre chiese. La partecipazione numerosa all’incontro online è già un segno incoraggiante di un desiderio diffuso di mettersi in cammino.

Antonella Sedda

By G&A

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