Gio. Feb 19th, 2026

I preti e la guerra: un importante convegno a Tempio Pausania

Venerdì 30 gennaio a Tempio Pausania, presso la palazzina Comando, un significativo convegno organizzato dal Circolo Mazzolari della Città , ha rinverdito attraverso molteplici interventi di qualificate figure, la testimonianza dei cappellani militari nel contesto delle guerre mondiali, con una marcata impronta relativa all’eredità umana e morale trasmessa da don Primo Mazzolari e mediante un’altrettanta spiccata traccia biografica più vicina alla nostra realtà locale, quella del Canonico Doranti. Una serata di autentica matrice culturale, certo per riflettere sugli attuali e inquietanti venti di guerra, ma anche per non dimenticare , come amava dire il Canonico Doranti regalando al Seminario il suo medagliere, “cosa hanno saputo fare preti di altri tempi”. Dopo i doverosi saluti istituzionali, il presidente del circolo, Paolo Sanna, ha introdotto i lavori ben interpretando il senso dell’iniziativa decollata con la collaborazione delle ACLI. L’intervento più corposo è stato affidato a don Bruno Bignami, direttore nazionale dell’Ufficio Nazionale per i problemi sociali e il lavoro della CEI e ora postulatore della causa di beatificazione del Servo di Dio don Primo Mazzolari, protagonista centrale della tavola rotonda. Un profilo eccezionale sulla sua robusta personalità sacerdotale, mirato sulla rassicurante presenza tra le file dei soldati della prima guerra mondiale. Partigiano, profeta di pace e di speranza, vivrà la sua esperienza sul fronte, trasformando gradualmente il suo interventismo iniziale in un deciso pacifismo. Il relatore ha sottolineato passaggi forse poco conosciuti, e che in realtà meritano di essere meditati in seno ai devastanti effetti apportati dalla guerra, quali la fuga, al termine degli eventi bellici, dei giovani dal seminario e l’abbandono della talare da parte di non pochi cappellani, talmente i conflitti hanno solcato profonde e definitive ferite. Don Primo scriverà negli anni 50 una lettera dal titolo Tu non uccidere, un insegnamento che nasce dalla vita e che inciderà su scelte personali e politiche: “nessuno ha il diritto di comandare ad altri uomini di uccidere i fratelli”. Un concetto chiave nella dottrina Mazzolariana è proprio questo: dinanzi alla guerra, il cristiano è un uomo di pace, non un uomo in pace che inceve deve abitare le inquietudini , superando atteggiamenti evasivi. Mazzolari sarà il primo sacerdote che, in un contesto storico in cui ancora non emerge chiaramente il concetto di obiezione di coscienza, interpretato invece come forma di soggettivismo secondo il quale uno può fare ciò che ritiene opportuno fare, lui lo esprime in maniera nitida in sintonia con l’imperativo evangelico: “è meglio obbedire a Dio , piuttosto che agli uomini”. Mons. Gianfranco Saba, Ordinario militare d’Italia, in via web, ha indirizzato un messaggio che ha arricchito le tematiche del Convegno, rifacendosi sostanzialmente alla dottrina sociale del Concilio Vaticano II che, nella Gaudium et Spes, condanna la guerra come mezzo inaccetabile per risolvere i conflitti, definendo gli atti di distruzione indiscriminata un delitto contro Dio e la stessa umanità. Dopo gli interventi di Giuseppe Fresu, presidente delle ACLI sassaresi, i professori Gianpaolo Demuro e Marco Calaresu su aspetti più propriamente giuridici e penali, i lavori di chiusura sono stati curati da don Antonio Addis, acuta mente storica nel ripercorrere tratti salienti del vissuto del Canonico Doranti come cappellano militare nella seconda guerra mondiale. Munito di attendibili fonti scritte e orali, don Addis ha pazientemente ricostruito la coscienza critica di Doranti nella lotta contro il fascismo, la sua audacia al fianco dei soldati unitamente al senso di pietà e di mitezza che , come un rovescio della medaglia, lo rendevano uomo di carità e di preghiera. Mario Medda, vice presidente del circolo ha , infine, annunciato le proposte che in futuro si concretizzeranno con la presentazione di altri indimenticabili luminari che , come Salvo D’Acquisto, uno tra i tanti in agenda, sono stati, con la vita e il loro pacifico servizio un dono incommensurabile per l’umana società. Un interessante pagina culturale , quella di fine gennaio a Tempio, che non solo si presta alla commemorazione di nobili personaggi, ma che ci viene affidata come compito e senso di umana responsabilità nell’essere tutti operatori di pace.

Don Santino Cimino

By G&A

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