Gio. Feb 19th, 2026

San Biagio, il santo della gola: a Olbia una tradizione di fede che si rinnova

Il 3 febbraio la Chiesa celebra San Biagio, vescovo e martire, una figura molto amata dalla devozione popolare e invocata, in modo particolare, come protettore della gola. Una ricorrenza antica che, anche quest’anno, ha visto una partecipazione sentita da parte dei fedeli nelle diverse parrocchie della città.
San Biagio visse tra il III e il IV secolo dopo Cristo. Fu vescovo di Sebaste, antica città dell’Armenia, in un periodo storico segnato da dure persecuzioni contro i cristiani. Secondo la tradizione, prima di diventare vescovo esercitò anche la professione di medico, mettendo poi la sua vita al servizio della comunità cristiana con grande carità e dedizione. Arrestato durante le persecuzioni volute dall’imperatore Licinio, subì il martirio intorno all’anno 316, rimanendo testimone coraggioso della fede fino alla fine.
Il legame di San Biagio con la protezione della gola nasce dal celebre episodio del miracolo del bambino che stava soffocando a causa di una lisca di pesce rimasta conficcata in gola: grazie alla sua intercessione, il bambino fu salvato. Da questo evento deriva il rito della benedizione della gola, ancora oggi molto sentito.
Anche a Olbia, nelle varie parrocchie, si è rinnovata questa tradizione con la celebrazione della Santa Messa e la benedizione della gola tramite le candele incrociate, simbolo della luce di Cristo che protegge e guarisce.
Particolarmente partecipata la celebrazione presso la parrocchia della Sacra Famiglia, dove la Messa è stata presieduta dal parroco don Andrea Raffatellu. Durante l’omelia, il sacerdote si è soffermato sulle letture del giorno e sulla figura di San Biagio, ricordando il periodo storico in cui visse, il suo ruolo di vescovo e il significato della sua testimonianza di fede, soffermandosi anche sul miracolo che lo ha reso patrono della gola.


Al termine della celebrazione, tantissimi fedeli, in un clima di raccoglimento e preghiera, si sono messi ordinatamente in fila per ricevere la benedizione della gola da don Andrea Raffatellu, affidando al santo le proprie preoccupazioni, le sofferenze e il desiderio di salute per sé e per i propri cari.
La festa di San Biagio continua così a rappresentare per la comunità olbiese un momento di fede, tradizione e condivisione, capace di attraversare i secoli e di parlare ancora oggi al cuore delle persone, ricordando il valore della preghiera e della speranza anche attraverso gesti semplici ma profondamente significativi.

Antonella Sedda

By G&A

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