Mer. Apr 22nd, 2026

Una salute per tutti. A margine dell’Incontro internazionale “Healthcare for all: sustenaibility and equity”

Il 16 e 17 febbraio a Roma si è tenuto un incontro internazionale organizzato dalla Pontificia Accademia per la Vita sul tema “Healthcare for all: sustenaibility and equity” (La cura della salute per tutti: sostenibilità ed equità).  Un argomento molto importante ed attuale che ci coinvolge tutti. Tra gli argomenti trattati, di cui alcuni  specialistici, è importante riassumere alcuni spunti di riflessione.

Il Papa durante l’udienza straordinaria concessa ai membri dell’Accademia (vedi Discorso del Santo Padre Leone XIV ai partecipantiall’Assemblea Plenaria della Pontificia Accademia per la Vita, Sala Clementina Lunedì, 16 febbraio 2026), ha riaffermato il concetto di salute come “one health” (un’unica  salute), che richiede la consapevolezza del “legame tra la salute di tutti e la salute di ciascuno . “A proposito dei sistemi sanitari e della salute pubblica- dice Papa Leone-, la nostra responsabilità  risiede, oltre che nel prendere provvedimenti per trattare le malattie e garantire equità nell’accesso alle cure, anche nel riconoscere come la salute sia influenzata e promossa da un insieme di fattori, e ciò chiede di essere esaminato e affrontato nella sua complessità. Si tratta di “individuare azioni politiche, sociali e tecnologiche che riguardano la famiglia, il lavoro, l’ambiente e l’intera società”.

Una visione della salute unitaria che coinvolge le dimensionietiche, politiche, economiche, tecnologiche e sociali. Ma, sottolinea nel suo discorso il Papa, è da considerare la nozione di One health, come base per un approccio globale, multidisciplinare e integrato alle questioni sanitarie, sottolinea la dimensione ambientale e l’interdipendenza delle molteplici forme di vita e dei fattori ecologici che ne consentono lo sviluppo equilibrato”.

Questi presupposti generali devono orientare le politche sanitarie ed il nostro modo agire nei grandi sistemi come nella vita di ogni giorno: ecologia, prevenzione, cura dell’ambiente famigliare e sociale,  ambiente di lavoro,  scuola e cura dell’educazione e della comunicazione sono elementi fondamentali da affiancare a quelli che sono gli specifici interventi di terapia delle malattie. Il concetto di “one haelth” sottolinea in pratica l’importanza della cura delle persone che deve andare oltre il solo intervento biomedico e che coinvolge non solo gli operatori sanitari, ma tuttii cittadini a tutti i livelli. Una cura per tutti con l’impegno di tutti.

I dati e le esperienze sui sistemi sanitari provenenti da tutto il mondo evidenziano che il modello del “welfare”, è quello più efficiente. Il welfare è un modello univerdalistico che si basa sull’ accesso alle cure gratuite per tutti (universale) e sul finanziamantoda parte di tutti i cittadini proporzionalmente al proprio reddito; garantisce maggiore equità (salute per tutti in base alle necessità di ognuno), migliori risultati e costi minori rispetto agli altri modelli utilizzati. In nostro Sistema Sanitario Nazionale si ispira al welfare e nonostante le attuali difficoltà ha svolto e svolge  un ruolo fondamentale per la nostra salute: la durata media della vita e la mortalità infantile, che sono dati generali di riferimento, pongono il nostro paese tra i migliori a livello mondiale. I sistemisanitari universalistici sono in crisi ed è necessario difenderli perché corriamo il rischio di scivolare verso un sistema di cure iniquo, riservato a pochi e guidato non dai bisogni delle persone, ma da fattori prevalentemente economici. Di qui la necessità di un impegno della comunità.

Ognuno di noi fa parte di una comunità: questo deve coinvolgerci e, come ha detto nella sua premessa il Santo Padre, ci chiama ad una responsabilità.

La nostra comunità, quella che vive in Gallura, soffre come tante altre di una crisi del sistema sanitario. Non sono solo i malati a soffrire, ma anche quelli che li devono assistere (medici, infermieri e operatori sanitari), le famiglie, gli anziani e tutte le persone fragili. 

Che sostegno riusciamo a dare come comunità gallurese e per quanto ci riguarda come comunità diocesana alla nostra one haelth

Prendendo coscienza che il problema sanitario è complesso ed è solo uno dei tanti   aspetti che riguardano la nostra salute, è necessario impostare il lavoro secondo i valori di cui abbiamo parlato portando avanti un impegno educativo che si appoggia ad una informazione appropriata. 

Rilanciamo nella nostra comunità la pastorale della salute,impegnandoci in un’opera pastorale che non si limiti al supporto momentaneo nella malattia, ma che coinvolga gli anziani e lepersone vulnerabili, con una attenzione specifica  agli operatori sanitari. Proprio la Pontifica Accademia per la Vita ha proposto di ampliare l’ambito pastorale chiamando la pastorale della salute come “Pastorale della vita”.

In diverse diocesi sono state sperimentate ed istituite le “Cappellanie Ospedaliere”: costituite intorno ad un sacerdote (il cappellano) da un diacono e da laici formati e religiosi, collaborano per garantire vicinanza e sostegno a tutti. Alcune sono aperte anche al tessuto parrocchiale per dare continuità pastorale.

Ma è responsabilità di ognuno dare  il proprio contributo perchè un approccio globale alla salute si realizzi in tutti i momenti della vita, non solo nella malattia, ed in tutti gli ambiti di impegno e lavoro.

PS. Per chi fosse interessato, in collaborazione con l’Istituto Euromediterraneo stiamo organizzando un incontro di approfondimento sul tema per il giorno 24 marzo, alle 18,30 presso i Salesiani dal titolo “Sanità, economia ed equità: la crisi del welfare e le implicazioni etiche e sociali”.

Franco Pala

By G&A

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