Mer. Apr 22nd, 2026

La Maddalena, passaggio di consegne tra le Classi 1975 e 1976

(di Claudio Ronchi) – «Festeggiare significa partecipare alla celebrazione di una Santa che ci ha dato un esempio di vita e ci ricorda che anche noi possiamo tendere alla santità». Con queste parole il parroco Don Umberto ha aperto, nella chiesa di Santa Maddalena, la cerimonia del passaggio di consegne del Comitato Feste Patronali tra la Classe 1975 e la Classe 1976, guidate dai presidenti Fabiola Lattarulo e Alessandro Plumitallo.

Alla presenza delle autorità civili e militari – il Sindaco Fabio Lai, la Vicesindaca Federica Porcu e gli Assessori Adriano Greco e Luca Falchi, il Comandante del Presidio militare-Scuola Sottufficiali Francesco Maffiola, il Comandante della Capitaneria di porto-Guardia costiera Vittorio Vanacore – la comunità si è riunita in un clima di solennità. Sul presbiterio, accanto a Don Umberto, erano presenti Don Domenico, Don Ado e Don Francesco.

Il pomeriggio si è aperto con il concerto in onore dei Comitati eseguito dalla Banda “S. Domenico Savio”, diretta dal maestro Luigi Macciocu, momento che ha preceduto la celebrazione eucaristica e il rito ufficiale; prima della consegna del testimone, il parroco ha ricordato i membri della Classe 1976 scomparsi, in un intenso clima di raccoglimento.

Nel suo intervento, la Presidente uscente, Fabiola Lattarulo, ha definito l’esperienza vissuta, intensa sul piano umano e di fede: «Oggi consegniamo un’esperienza, un cammino, pezzi di vita vissuta insieme». Ha quindi sottolineato che il Comitato non è soltanto organizzazione, ma «una chiamata, una forma di vocazione che nasce dentro e porta a dire “Io ci sono”». C’è chi risponde per fede, chi per devozione o per senso di servizio, chi per appartenenza a una storia e a una comunità; una partecipazione che è religiosa, ma anche culturale e identitaria, capace di unire oltre le motivazioni personali.

Lo si avverte «nella fatica condivisa», ha aggiunto, fatta di sacrifici personali e familiari, ma anche in quel momento «unico, intenso, quasi sacro» del trasporto della statua sulla portantina: un gesto che racchiude responsabilità, spirito di servizio e il peso simbolico di una tradizione affidata, portando con sé la fiducia del popolo e la memoria di chi ha preceduto.

Alla Classe 1976, che oggi inizia il proprio cammino, la presidente della Classe 1975 ha rivolto l’augurio «di sentire questa chiamata, custodirla e onorarla con spirito di servizio e unità».

By G&A

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