Sono rituali antichi, di quelli che affondano le radici nella notte dei tempi, eppure ancora in grado di stupire, di comunicare, di commuovere. Gli eventi della settimana santa, originali a seconda delle tradizioni locali, a Castelsardo conservano indescrivibili suggestioni. Sopratutto il lunedi Santo, Lunissanti, giorno unico nelle sue modalita’ di espressione in tutta l’isola ma potremo dire in tutto il mondo, esprime il dramma della Passione di Cristo con vero trasporto emotivo. Tutto inizia all’alba nel centro storico,ai piedi dell’altare della chiesa di Santa Maria, con i canti oralmente trasmessi da secoli nelle loro patetiche note. Canti che sono preghiere , invocazioni di pieta’, riflesso del pianto della Mamma addolorata ai piedi della Croce. Il Miserere, lo Stabat, lo Jesu, i tre cori scelti dal priore della Confraternita di Santa Croce, depositaria dei sacri riti e autentici repertori, si snodano distanti uno dall’altro e accompagnati da dieci uomini incappucciati che rappresentano gli apostoli e portano tra le mani i misteri, i simboli della Passione di Gesu’ e della sua Crocifissione. Tutto si trasforma in un pellegrinaggio devoto verso Tergu, dove, nella Basilica benedettina, si compie l’atto piu propriamente religioso, l’omaggio alla Madonna con la presentazione dei misteri e la solenne Messa del Vescovo. Nulla e’ folcloristico, i castellanesi ci tengonö a custodire l’identita’ di una manifestazione di popolo che racchiude la propria fede, la religiosita’ anche nella parte piu partecipata alla sera, tra le contrade dell’antico borgo dei doria, dove, immersi tra le luci delle fiaccole accese e tenute da piccole consorelline, si chiude il primo atto paraliturgico della Santa Settimana. Nella notte del Giovedi Santo si contempla il cammino di Maria che va in cerca del Figlio Gesu, l’incontro nella splendida cattedrale di S. Antonio abate, tuffati tutti dentro le armonie dei canti dei confratelli e gli echi di li matrachi, il suono degli strumenti in ferro battuto che sostituiscono le campane oramai legate in attesa della Pasqua. Il consueto rito dell’Iscravamentu nel pomeriggio del Venerdi Santo suscita emozioni uniche, sopratutto quando, dopo la deposizione, in tutta fretta nel solco biblico della sepoltura dei corpi prima del Sabato, i confratelli a due cori alterni eseguono il Miserere processionale, un canto che ti coinvolge totalmente e commuove nella sua melodia. All’arrivo nella chiesa della confraternita, si respira gia il clima di Pasqua, nel lancio dei fiori tra la folla, assiepata all’inverosimile . E’ gia primavera, e’ l’inizio della stagione che accoglie turisti di ogni dove, ma sopratutto e’ Pasqua di risurrezione. Chiunque al vedere anche da lontano, come curioso spettatore, i riti pasquali, non puo’ non sentirsi toccato nelle corde dell’anima da un dono che, tra tutte le diversita’, e’ per tutti, per l’umanita’ redenta dal Dio fatto uomo, dal Dio che per amore e’ disposto a morire e dare la vita .
Santino Cimino
