Nel mistero profondo della Pasqua, tra il silenzio della notte e la luce dell’alba, si compie il miracolo più grande: la vita che rinasce, l’amore che vince, il perdono che libera.
Questa poesia nasce proprio da lì, da quel passaggio invisibile ma potente, in cui il dolore non scompare, ma si trasforma; in cui le ferite non gridano più, ma diventano semi di speranza.
“L’alba del perdono” è un invito a lasciarsi attraversare dalla luce del Risorto, a credere che nessuna notte è eterna e che, anche nelle nostre fragilità, Dio continua a generare vita nuova.
“L’ alba del perdono “
C’era una notte lunga
piena di domande,
con il cielo chiuso
e le mani tremanti.
C’era il peso del mondo
sulle spalle del cuore,
e una croce piantata
nel campo del dolore.
Ma Dio non dimentica,
non lascia incompiuto,
anche quando tutto
sembra perduto.
Nel grembo del silenzio
ha custodito la vita,
come seme nascosto
nella terra ferita.
E all’alba di Pasqua,
senza fare rumore,
la morte si arrende
alla forza dell’amore.
Le pietre si aprono,
i cuori si accendono,
le lacrime cadono
ma non più scendono invano.
È un soffio leggero
che attraversa l’anima,
è una voce che dice:
“Non temere, rialzati e cammina.”
Pasqua è perdono
che scioglie le catene,
è luce che entra
nelle stanze più piene
di paure nascoste,
di ferite mai dette,
di strade interrotte
e speranze spezzate.
E invece la vita
ritorna a fiorire,
come un canto nuovo
che insegna ad amare.
Allora apri il cuore,
lasciati toccare:
Cristo è risorto…
ed è qui per restare.
Buona e Santa Pasqua
Antonella Sedda
