Vivere la settimana santa in Vicariato può avere le sue difficoltà, ma è sempre fonte di grazia e stimolo alla comunione. Da una parte l’autonomia celebrativa delle parrocchie di San Pietro, Sacro Cuore e San Giuseppe, dall’altra la comunione con la liturgia Cattedrale e la cattedra episcopale.
La grande overture è stata la celebrazione cittadina della Domenica delle Palme, in cui le comunità si sono incontrate per la liturgia presieduta dal Vescovo con la benedizione dei rami di ulivo e di palma nelle adiacenze della parrocchia di san Giuseppe. Lo snodarsi della processione infonde nella comunità il senso dell’essere popolo di Dio in cammino. La processione è culminata con la santa Messa nella chiesa parrocchiale di San Giuseppe presieduta dal Vescovo.
La Messa del Crisma, sebbene sia un momento che coinvolge il presbiterio e la Chiesa diocesana ha visto la partecipazione del Vicariato nella preparazione e nella celebrazione stessa.
Tutte le mattine del triduo pasquale il vescovo ha presieduto al canto dell’ufficio divino del mattino in cattedrale con il Capitolo dei canonici e con un gruppo di fedeli in un clima di profonda preghiera. I testi liturgici ci hanno aiutato a fermarci in preghiera e meditazione per consentirci di vivere in pienezza ogni giorno del triduo santo.
Il giovedì è celebrato in tre momenti. Prima la Messa “in Coena Domini” nelle parrocchie di Sacro Cuore e San Giuseppe, animate dai cori parrocchiali. La lavanda dei piedi è stata vissuta in primo piano dai bambini che quest’anno riceveranno la prima Comunione ed è stata presieduta dai parroci del Vicariato. In cattedrale invece la celebrazione è stata presieduta dal Vescovo che durante l’omelia si è messo in dialogo con i bambini e ha loro spiegato il dono dell’Eucaristia e l’importanza del “fate questo in memoria di me”. I bambini hanno risposto alle domande che padre Roberto ha posto e hanno aiutato gli adulti ad entrare nella dinamica della celebrazione. La Messa è stata animata dal coro parrocchiale.
Terminata la celebrazione in cattedrale con la processione verso l’altare della reposizione ci si è trasferiti nella parrocchiale del Sacro Cuore per la veglia eucaristica dal tema “Solo, nella pace della sera”, preparata ed animata dal Coro Vivilagioia.
Il venerdì santo, oltre all’Ufficio in cattedrale e le confessioni, abbiamo vissuto due liturgie parrocchiali della Passione del Signore e dell’adorazione della Croce nel primo pomeriggio. Queste sono state presiedute dai collaboratori del Vicariato. In Cattedrale, invece, in tarda sera la celebrazione, animata dal Coro polifonico San Pietro Apostolo, è stata seguita da una suggestiva Via Crucis per le vie del centro storico della Città, partecipata da diverse centinaia di persone. A questa ha fatto seguito “Lu sgravamentu”, che compendia le ultime due stazioni della Via Crucis. L’omelia è stata tenuta da don Efisio Coni, decano del Capitolo e parroco moderatore del Vicariato. La serata di preghiera si è poi conclusa con la breve processione del Cristo morto fino alla chiesa di Santa Croce.
Il sabato santo, iniziato con il canto dell’Ufficio da parte del Capitolo, ha poi visto ancora una giornata dove tre sacerdoti, al mattino e al pomeriggio hanno ascoltato decine e decine di confessioni. La Veglia Pasquale, solennemente celebrata nelle due parrocchie è stata vissuta alle ore 19 per poi ritrovarci alle 22 in Cattedrale con il Vescovo, presenti tutti i sacerdoti del Vicariato. Le oltre due ore di Veglia si sono articolate nei momenti che tutti conosciamo: la benedizione del fuoco e l’accensione del cero, il canto del preconio nella melodia gregoriana latina, le letture intercalate dal canto dei salmi, la liturgia battesimale e la liturgia eucaristica. Il Vescovo nell’omelia ci ha condotti nel giardino della risurrezione “è stato detto che quel giardino in cui si trova la tomba, dove viene sepolto Gesù, ricorda un altro giardino: quello dell’Eden. Un giardino che a causa della disobbedienza perse la sua bellezza e divenne desolazione, luogo di morte e non più di vita. Ora in questo giardino – ha proseguito il vescovo – la vita riprende a fiorire, la vita viene ricreata. Il primo albero di questo giardino è la croce piantata nella terra. (…) In questa notte il silenzio che avvolge quel giardino ci permette di ascoltare il sussurro di una brezza leggera: Io sono il Vivente e sono con voi”.
La domenica di Pasqua è iniziata di primo mattino con le Messe parrocchiali. In cattedrale si è svolta la breve processione dell’incontro tra il Risorto (partita dalla chiesa di Santa Croce) e la Madonna (partita dalla chiesa del Rosario) culminata nel piazzale della Cattedrale. A queste hanno poi seguito le solenni celebrazioni delle sante Messe di Pasqua.
La settimana santa, cuore dell’anno liturgico è senza dubbio impegnativa ma, se vissuta con fede, è densa di contenuti e di preghiera. Vedere la risposta delle comunità alle convocazioni liturgiche, vivere la preghiera e la liturgia, spesso presieduta dal Vescovo è segno di grazia e di comunione. Le centinaia di confessioni sono segno di una fede che ancora è vissuta dai “cercatori di Dio” di tutte le età che vogliono vivere una risurrezione nuova ed autentica. Il fuoco della fede ha sempre necessità di essere ravvivato anche attraverso i santi segni, che talvolta diamo per scontati e che ancora oggi parlano al cuore di quanti cercano Dio con cuore sincero. Ora la cinquantina pasquale ci condurrà passo dopo passo alla solenne veglia di Pentecoste in attesa del dono dello Spirito.
Don Efisio Coni
