E’ morta suor Giacinta.
Suora Missionaria, figlia di Gesù crocifisso. Tempiese. Il mio primo incontro fu con una Indiana Jones in gonnella. Infatti, per due volte con don Gianni Sini, nel 1989 e nel 1991 ho avuto la grazia? Il dono? l’occasione di incontrarla, per la prima volta, non in diocesi ma in Brasile, nel Maranhao nella comunità di Indipendencia insieme a suor Maria Antonietta, deceduta e sepolta in Brasile e suor Speranza.
Una storia come altre, di apparente normalità. Come di altre missionarie e missionari, voglio dire. Se puoi entriamo nel dettaglio, vediamo la specificità. Una ragazzina che fa l’esperienza scout, che dà un senso religioso alla sua vita. Si vuole legare solo al suo Signore. E l’amore solca il mare, dell’esistenza, attraversa di deserto, della vita, con quella brocca d’acqua o con quella borraccia, che disseta e fa compiere il santo viaggio.
Poi,la grande gioia e il gravoso cruccio di un cuore aperto a tutti ma in cammino nella compagnia della fede con sorelle e fratelli che non hanno, non mantengono lo stesso passo. E’ noto, nella vita, come lo sposo lo si incontri, con attese differenti. Ad un certo punto può mancare il carburante, l’olio, l’amore per i poveri. Allora ci si spegne.
Quando manca la luce della fede, della fede nell’amore, tutto è insignificante. Come si dice oggi, perché così si pensa, così si agisce: uno vale uno. Allora, tutto cade, perché tutto scade a un numero. Indecifrabile. Ecco, quell’apparente Indiana Jones, ante litteram, sedeva, incantata, ai piedi del Suo Signore, trasmettendo a chi la guardava la gioia del suo innamoramento: i poveri, Cristo nel povero.
Il vertice, di questi dettagli, me lo fece raggiungere il commento di uomo umile, semplice: la Messa della suora è più bella della messa del prete. Il prete era il funzionario del sacro. Una volta al mese, girando nei vari villaggi, celebrava e poi via. La suora faceva la catechesi, pregava, cantava, stava con le persone, le ascoltava, le conosceva, le guidava spiritualmente, le supportava, le sopportava, le aiutava, le consolava, le richiamava, le visitava, le accompagnava… le faceva innamorare del Signore. A non poche ha fatto scoprire la vita religiosa.
Suor Giacinta continua a prendere parte alla gioia piena del tuo Signore! Con la preghiera che altra giovane donna o giovane uomo accolga la fiaccola della fede, della fede nell’amore del vangelo. Che guarisce e che salva.
Don Gianni Satta