«La Caritas Diocesana affronta l’immigrazione non come emergenza, ma vedendovi un segno dei tempi, che interpella la Chiesa e la Società a rispondere con giustizia, misericordia e responsabilità». Con queste parole, Monsignor Roberto Fornaciari, Vescovo di Tempio-Ampurias, ha illustrato il ruolo della chiesa nel corso del suo intervento alla Prima Conferenza Regionale dell’Immigrazione, svoltasi il 4 luglio al Museo Archeologico di Olbia.
«Nella diocesi di Tempio-Ampurias da meno di un anno è stato attivato un Servizio pastorale denominato “Accoglienza e Inclusione” che sta muovendo i primi passi», ha spiegato il Vescovo. A guidarlo è un religioso dei Missionari della Consolata, che in questi mesi ha svolto un’azione di monitoraggio e conoscenza delle realtà associative presenti nel comune di Olbia, con particolare attenzione alla comunità latinoamericana.
«Essendo il primo scopo quello di fornire assistenza spirituale, sono stati organizzati incontri e celebrazioni in cui i Latino Americani potessero esprimersi nelle loro lingue e con la loro cultura, dando rilievo a feste particolari come la Madonna di Guadalupe».
Il servizio collabora con la Cittadella Caritas di Olbia, punto di riferimento per molti migranti.
Al centro dell’intervento del Vescovo, anche il ruolo chiave della Caritas Diocesana, che «tratta il tema dell’immigrazione, partendo dalla sua Missione Evangelica e Sociale, orientata alla Promozione della Persona, alla Giustizia Sociale e all’Integrazione». L’intervento si fonda su quattro pilastri: accoglienza, tutela, promozione e integrazione.
Mons. Fornaciari ha spiegato che l’azione si concretizza in particolare con diverse strutture: iCentri di ascolto nelle Cittadelle di Tempio, Olbia, La Maddalena e Viddalba, «spazi fondamentali di accoglienza, ascolto e orientamento»; Il centro “Dimmi, ti ascolto” a Tempio, attivo dal 2016, «punto di riferimento e supporto nella gestione di situazioni delicate che coinvolgono minori e famiglie»; Gli Empori solidali e le Boutiques che distribuiscono beni di prima necessità e vestiario e l’Ambulatorio solidale di Tempio per il supporto sanitario, inclusa la prenotazione di visite specialistiche.
Fondamentale è anche il supporto legale e burocratico: «Attraverso la consulenza di volontari che svolgono attività professionale di Caf e legale, la Caritas fornisce assistenza e tutela ai migranti anche nella richiesta/rinnovo del permesso di soggiorno, ricongiungimenti familiari, carte di soggiorno e pratiche abitative».
Ma la visione è a lungo termine: «Si realizzano percorsi di inserimento lavorativo, progetti per l’educazione alla dignità e all’autonomia quotidiana, con la valorizzazione delle competenze e del vissuto del migrante medesimo».
Un lavoro che, – ha spiegato – è svolto in collaborazione con le altre Istituzioni, attraverso « il confronto, il dialogo continuo e proficuo con queste ultime, si realizza la promozione e l’integrazione del migrante».
L’intervento del Vescovo è stato anche un’occasione per rileggere il fenomeno migratorio alla luce del Magistero della Chiesa. Citando Papa Francesco, ha ricordato che «quelle dei migranti sono anche storie di incontro tra persone e tra culture: per le comunità e le società in cui arrivano sono una opportunità di arricchimento e di sviluppo umano integrale di tutti».
E ancora, dalla Fratelli tutti: «È possibile accogliere chi è diverso e riconoscere il suo apporto originale solo se sono saldamente attaccato al mio popolo e alla sua cultura».
Qui di seguito, l’intervento integrale del Vescovo:
