Ven. Gen 23rd, 2026

Don Antonio: «Pianta e lascia che i tuoi rami crescano»

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 17,5-10

In quel tempo, gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!».
Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe.
Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, stríngiti le vesti ai fianchi e sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti?
Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».

Il Seme, come una vita in attesa, rappresenta la nostra possibile fede, ma non ingrandibile, come chiedo a Gesù, “basta un seme di senape”, germinabile, cioè è vita operosa.
Se prendete in mano un cece o un seme di Baobab, non è che differiscano molto dal carato del carrubo. Solamente sono lì in attesa di operosità, cioè di cadere sulla “terra buona” del seminatore, che possiamo dire essere la Parola, l’ascolto, l’acqua vivente della samaritana.
La fede cresce non come un fatto industriale, ma come un atto naturale, sempre se, anche se dopo anni, il suo proprietario cessa di tenerla racchiusa in sè e la affida alla terra predisposta ad accoglierla.
Ricorderete vasi di ceci secchi, sui caminetti delle vostre nonne, in attesa di essere piantati per divenire gustosi baccelli verdi nell’anno successivo. Al mirarli sembrano deceduti, secchi, al consegnarli alla loro natura, al tempo opportuno, portano pianta, fiore e frutto.
È che oggi pensiamo alla fede come sentimento di pronto soccorso per gli attacchi di panico dovuti alle fatiche della vita. Invece la fede è quell’albero che dobbiamo far crescere, mettendoci le mani, perché ci sostenga sempre e fattivamente. La fede come surrogato è una fede farmacologica: non hai serotonina e io ti somministro serotonina, finché non saremo punto e a capo, quando sarai assuefatto e dovrai cambiare principio attivo.
La via breve è anche una vita breve, non tanto nel tempo, quanto e soprattutto nella qualità.
Pianta e lascia che i tuoi rami crescano

Don Antonio Tamponi

By G&A

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