Un tuffo alle radici del popolo e della fede dei Castellanesi sempre si rinnova nell’annuale appuntamento della festa patronale,il 17 Gennaio. A Castelsardo i fedeli sono affettivamente legati al Santo egiziano, di nobile stirpe, ma divenuto amico di Dio e amato dagli uomini sopratutto per la sua radicale e preferenziale scelta della poverta’ evangelica. Che il suo carisma ancora affascini e che il suo messaggio ancora ci parli si coglie nelle parole dell’omelia del Vescovo Mons. Fornaciari annunciate durante la Solenne Celebrazione dentro le vetuste mura della Cattedrale di Ampurias. Risuona forte l’appello a ritornare a Cristo poiché in Lui e’ possibile un vero rinnovamento dell’uomo e dell’umano. Attinente nella predicazione l’accostamento della spiritualita’ monastica di Antonio col recente messaggio di Papa Francesco nella EG Evangelii Gaudium: ” bisogna soffermarsi in preghiera per chiedere a Lui di affascinarci ancora”. Realta’ di speciale consacrazione e piu propriamente laicali possono dunque lasciarsi ad oggi interpellare dall’insegnamento di Antonio. Una quindicina di presbiteri hanno concelebrato unitamente al Vescovo e quale concreto segno di diocesanita’ attorno alla figura che i nostri padri hanno scelto per proteggere il cammino di chiesa locale. I canti della Confraternita come sempre hanno offerto una marcata impronta locale , trasformandosi in preghiera di supplica a lu titulari di Calteddu chi da cand’ era minoreddu ispirava in santiddai.
don Santino Cimino
