Mer. Giu 10th, 2026

Mons. Pierangelo Muroni al Corso per laici: “La Liturgia delle Ore è il canto di Cristo affidato alla Chiesa”

Un approfondimento intenso e ricco di spunti storici, teologici e pastorali ha caratterizzato il penultimo appuntamento del “Corso per laici”, svoltosi venerdì 8 maggio ad Olbia. Ospite e relatore della serata è stato Mons. Pierangelo Muroni, dell’Arcidiocesi di Sassari, docente di Liturgia presso la Pontificia Università Urbaniana e Decano della Facoltà di Teologia dal 2018. Dottore in Liturgia al Pontificio Istituto Liturgico Sant’Anselmo di Roma, ricopre diversi incarichi di rilievo nel panorama ecclesiale e accademico: è Consultore dell’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice, del Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti e membro esperto della Consulta dell’Ufficio Liturgico Nazionale della CEI.
Don Giorgio Diana, ha illustrato così il percorso ecclesiale e accademico del relatore, sottolineandone le competenze e il prezioso contributo nel campo liturgico.
Il tema affrontato, “La Liturgia delle Ore: celebrazione di Cristo e della Chiesa”, ha guidato i presenti in una riflessione approfondita sul significato della preghiera ufficiale della Chiesa, spesso identificata con il breviario e scandita soprattutto attraverso le Lodi e i Vespri.
Mons. Muroni ha spiegato come la Liturgia delle Ore rappresenti la modalità più importante di preghiera che Cristo ha affidato alla Chiesa: una preghiera costante, celebrata in momenti precisi della giornata, attraverso la quale il popolo cristiano continua a rivolgersi al Padre.
Partendo dalle origini della Chiesa, il relatore ha evidenziato il forte legame tra la preghiera ebraica e quella cristiana. Le prime comunità cristiane, pur sapendo pregare, non possedevano ancora strumenti propri e iniziarono così ad assumere dalla tradizione ebraica diversi elementi fondamentali: la preghiera dei salmi, i cantici, le benedizioni e la scansione della giornata in ore stabilite dedicate alla preghiera.
“Gesù insegna a pregare incessantemente”, ha ricordato Mons. Muroni, spiegando come la Liturgia delle Ore nasca proprio da questa esigenza di una preghiera continua e instancabile, capace di santificare il tempo quotidiano.
Ampio spazio è stato dedicato anche al significato delle diverse ore liturgiche legate agli eventi della Passione di Cristo: l’ora terza, l’ora sesta e l’ora nona, momenti che richiamano rispettivamente la crocifissione, l’agonia e la morte del Signore. In questo senso, la Liturgia delle Ore diventa una vera celebrazione di Cristo e della Chiesa, che rende presente nella preghiera il mistero della salvezza.
Il relatore ha poi ripercorso l’evoluzione storica della Liturgia delle Ore, distinguendo tra l’ufficio cattedrale — vissuto attorno al vescovo e alla comunità cristiana — e l’ufficio monastico sviluppatosi nei grandi monasteri. Un passaggio importante è stato quello della nascita del breviario nel XIII secolo, sotto Innocenzo III, quando si rese necessario raccogliere in un unico libro i testi utili alla preghiera della Curia itinerante. Successivamente, grazie soprattutto ai francescani, il breviario si diffuse in tutta la Chiesa.
Mons. Muroni ha sottolineato come, nel tempo, quella che era nata come preghiera dell’intero popolo di Dio abbia subito un progressivo processo di privatizzazione e clericalizzazione, fino a diventare percepita quasi esclusivamente come “preghiera del prete”. Una situazione che il Concilio Vaticano II ha voluto rinnovare, restituendo la Liturgia delle Ore alla partecipazione di tutta la Chiesa.
La riforma liturgica del 1963, infatti, ha riportato al centro il valore comunitario della preghiera liturgica, invitando i fedeli a riscoprirla come dialogo vivo tra Cristo e il Padre, nel quale la Chiesa intera è chiamata ad entrare.
“La Liturgia delle Ore è il canto che Cristo consegna alla Chiesa e che la Chiesa restituisce al Padre”, ha affermato il relatore, spiegando come questa preghiera diventi partecipazione al dialogo d’amore tra Cristo sposo e la Chiesa sposa, trasformandosi anche in annuncio ed evangelizzazione.
Nella parte conclusiva dell’incontro è stato richiamato il valore della santificazione del tempo quotidiano: anche l’ora media, collocata nel pieno delle attività lavorative, rappresenta un momento consacrato a Dio, segno concreto di una fede che entra nella vita di ogni giorno.
L’incontro si è rivelato un’importante occasione di formazione e approfondimento per tutti i partecipanti, chiamati a riscoprire la Liturgia delle Ore non come pratica riservata a pochi, ma come autentica preghiera pubblica della Chiesa, vissuta comunitariamente e capace di accompagnare il cammino dei fedeli nella quotidianità.

Antonella Sedda

By G&A

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