La Diocesi di Tempio-Ampurias piange la scomparsa di don Pier Giovanni Scano, per tutti don Piero sacerdote originario di Tempio Pausania, morto ieri all’ospedale civile di Tempio.
Nato a Tempio Pausania il 26 luglio 1947, don Piero aveva 78 anni. Era stato battezzato nella parrocchia di San Pietro Apostolo il 28 luglio 1947 e aveva ricevuto la Cresima, sempre a Tempio, il 24 maggio 1953.
Dopo un primo periodo di formazione a Fano, in provincia di Pesaro, tra il 1978 e il 1980, ha proseguito il cammino al Seminario Regionale Sardo del Sacro Cuore di Cagliari, dove è rimasto dal 1980 al 1986. E’ stato ordinato presbitero il 28 giugno 1986 nella Cattedrale di San Pietro Apostolo a Tempio Pausania, per l’imposizione delle mani di monsignor Pietro Meloni, allora vescovo di Tempio-Ampurias.
Nel corso del suo ministero ha ricoperto numerosi incarichi pastorali e diocesani. È stato vice rettore del Seminario Minore di Tempio Pausania, segretario vescovile, vice direttore del Centro Diocesano Vocazioni, collaboratore parrocchiale a Loiri Porto San Paolo, amministratore parrocchiale a San Pasquale e assistente diocesano dell’Azione Cattolica dei Ragazzi.
È stato poi parroco di San Francesco d’Assisi ad Aglientu, parroco di Santa Vittoria ad Aggius e parroco dello Spirito Santo a Nuchis. Ha svolto anche il servizio di direttore spirituale del Seminario Diocesano, cancelliere vescovile, cancelliere diocesano aggiunto ed era stato nominato canonico del Capitolo della Cattedrale di Tempio Pausania il 5 ottobre 2020.
Dal 2020 si trovava presso la Casa di Riposo San Vincenzo a Calangianus.
La salma di don Piero è esposta per la preghiera nella chiesa del Rosario, dove questa sera alle 19.15 sarà recitato il Santo Rosario. Le esequie saranno celebrate domani mattina alle 10.30 in Cattedrale.
Numerosi i messaggi di cordoglio:
Don Gianni Satta: Si è presentato dall’Amministratore divino, Pierareddhu, don Piero, operaio dell undicesima ora, per ricevere dal suo Signore la retribuzione generosa. Come è stato generoso don Piero nel passare dal campo del lavoro e del divertimento, con il suono della tromba nella banda cittadina e nell’animazione festosa e popolare di lu carrascciali tempiesu, alla vita sacerdotale. La svolta quella di mettersi in gioco nella vigna del Signore è stato lo sbocco “naturale” di una vocazione materna, di mamma Lucia, laicale-ecclesiale dell’azione cattolica, di servire a tempo pieno, con l’entusiasmo del neofita, il Signore. Era volto, rivolto e travolto dall’ansia liturgica di vestire e agire con l’unzione crismale a vantaggio del popolo di Dio. Aveva fatto il pieno nel campo del lavoro con genuina e meticolosa azione. Senza alcun rimpianto si era gettato a capofitto nell’azione pastorale immettendovi tutta la sua convinzione ex opera operantis. Sicuramente si darà da fare anche in paradiso dopo l’abbraccio tenero del Padre della Misericordia. A Dio, PIERO


