Mer. Giu 10th, 2026

San Simplicio, il vescovo: “La Chiesa diventi laboratorio di fatti di Vangelo”

Olbia. La solennità di San Simplicio, patrono della città di Olbia e della Diocesi, è stata celebrata oggi con la messa pontificale nella piazza, davanti alla comunità dei fedeli, ai presbiteri, ai diaconi e alle autorità civili, militari e politiche presenti. Ad animare la celebrazione è stato il Coro Lorenzo Perosi di Olbia, guidato dal maestro Maria Grazia Garau.

Nell’omelia, il vescovo ha richiamato il significato profondo della festa: “Oggi la nostra Chiesa è in festa per la ricorrenza di San Simplicio, patrono di questa Città di Olbia e della Diocesi.”

Il vescovo ha ricordato la figura del santo martire, morto il 15 maggio dell’anno 304 durante le persecuzioni dell’imperatore Diocleziano, sottolineando che “il ricordo del santo martire Simplicio è per tutti noi un invito alla fiducia e al coraggio”. La sua testimonianza, ha aggiunto, riporta la Chiesa locale ai suoi inizi, a una fede trasmessa “con la parola, la vita e, soprattutto con il sangue”.

Uno dei passaggi centrali dell’omelia ha riguardato il ruolo della comunità cristiana nel mondo di oggi. Il vescovo ha definito la comunità cristiana “il luogo della Parola di Dio”, capace di rigenerare la vita della Chiesa e del territorio in cui essa è inserita. Da qui il richiamo a una fede vissuta non come fatto privato, ma come presenza concreta nella società.

Particolarmente forte il riferimento alla giustizia e alla legalità. “Le comunità ecclesiali sono chiamate a dare il loro contributo nella costruzione di un mondo più equo”, ha detto il vescovo, precisando che non si tratta di un ideale astratto, ma di “un compito concreto: abitare il mondo con senso di giustizia, custodire la legalità, costruire relazioni fondate sull’equità.”

L’omelia ha toccato anche il tema educativo, con un passaggio rivolto alle nuove generazioni. Di fronte alle sfide del presente, il compito non è soltanto trasmettere regole, ma “formare coscienze capaci di abitare la realtà, di muoversi liberamente in essa.”

Commentando il Vangelo del chicco di grano, il vescovo ha invitato a non lasciarsi bloccare dalla paura del cambiamento: “Possiamo assumere due atteggiamenti opposti: farci paralizzare dalla paura del cambiamento, scegliendo di non crescere, e allora la vita è un lento morire; oppure accettare la sfida e anche i rischi del cambiamento di sé.” Per questo, ha aggiunto, “il superamento deciso delle nostre paure è l’unica strada per colmare di senso la vita.”

Dal martirio di San Simplicio lo sguardo si è poi allargato ai martiri di oggi: donne e uomini, religiosi, laici e sacerdoti che pagano con la vita la fedeltà al Vangelo, l’impegno per la giustizia, la libertà religiosa e la solidarietà con i più poveri. “Il loro martirio continua a diffondere il Vangelo in un mondo segnato dall’odio, dalla violenza e dalla guerra”, ha affermato il vescovo.

La conclusione è stata un appello diretto alla Chiesa locale: “Ora tocca a noi metterci all’opera affinché la Chiesa che vive in Gallura e Anglona diventi – con la grazia di Dio – laboratorio per realizzare ‘fatti di Vangelo’.”

By G&A

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