Procede l’edizione 2026 del Festival delle parole in circolo. Il prossimo appuntamento sarà con lo scrittore nuorese Massimo Dadea che a Tempio presenterà “Libera”, romanzo pubblicato da Arkadia incentrato sulle vicende di una donna di cui il titolo riproduce il nome. Un nome che può dire molte cose e che il padre anarchico le assegnò proprio per il significato che letteralmente ha.
Organizzato in collaborazione con la Cooperativa Sociale Kairos, l’evento è stato inserito nella programmazione del festival ideato da Carta Dannata per soddisfare i gusti di quello specifico mondo dei lettori che amano le storie capaci di scavare in profondità. Quella che l’autore, in compagnia di Silvia Orecchioni, proverà a far riemergere in superficie, raccontando la storia di Libera, donna avvenente e a suo modo irriverente che sembrava esser nata per sfidare il potere. Un potere che ha assunto forme diverse negli anni del fascismo, della guerra d’Algeria e durante il ‘68, tutte vicende che in qualche modo s’intersecano con la biografia di Libera e le sue relazioni sentimentali. Scenario della narrazione di Dadea è uno spicchio di Europa (Tempio Pausania, Cala Liberotto, Corsica e Parigi) che molti lettori potranno trovare piacevolmente familiare.
Note sull’autore
Nato a Nuoro nel 1950, Massimo Dadea è medico cardiologo presso l´Azienda Ospedaliera Brotzu di Cagliari. È stato consigliere regionale del Pci prima e del Pds poi dal 1984 al 1994. Dal 2004 al febbraio 2009 ha ricoperto la carica di assessore regionale agli Affari Generali, Personale e Riforma nella giunta presieduta da Renato Soru. Tra le sue opere si possono ricordare L’omeopata (Il Maestrale, 2017), La maledizione libertaria (Cuec, 2014), La febbre del fare (Cuec, 2009), Stella (Maxottantotto edizioni, 2020), Indomita ( Scatole parlanti, 2021), Meglio Soru (o no?). La febbre del fare 13 anni dopo (Edes, 2022