Nel solco del cammino sinodale e della rinnovata attenzione alla ministerialità dei laici nella Chiesa, nella nostra diocesi si stanno moltiplicando i momenti di incontro, riflessione e formazione per i diaconi permanenti e per coloro che, a vario titolo, si pongono al servizio del Popolo di Dio. Nel mese di maggio, la Basilica di San Simplicio ha ospitato il Giubileo dei Diaconi, un evento fortemente sentito e partecipato che ha riunito i diaconi permanenti delle diverse parrocchie, in un momento di preghiera, condivisione e rinnovato impegno.
Il diaconato è uno dei tre gradi del sacramento dell’Ordine, insieme al presbiterato (sacerdoti) e all’episcopato (vescovi). I diaconi permanenti, per lo più uomini sposati e padri di famiglia – esiste la possibilità di diaconi permanenti celibi – sono chiamati a servire la Chiesa in modo particolare nel servizio della carità, della liturgia e della Parola. Il loro ministero si svolge sotto la direzione del vescovo accanto ai parroci, a sostegno delle comunità loro affidate . In un mondo che spesso corre, i diaconi restano “sentinelle del servizio”, testimoni silenziosi di una Chiesa vicina, che si china sulle fragilità umane con mani aperte e cuore pronto. In questo scenario, i diaconi permanenti possono rivestire un ruolo cruciale: collaborare strettamente con i presbiteri – anche a fronte della crescente insufficienza di sacerdoti – e rendersi disponibili nella predicazione, nella liturgia, nell’annuncio del Vangelo e nelle opere di carità. In molti casi, secondo le competenze personali e pastorali, sono anche impegnati nella redazione di documenti, progetti, percorsi catechistici, offrendo un prezioso sostegno alla vita delle parrocchie. Per questo motivo il nostro Vescovo vuole che abbiano una preparazione teologico-spirituale adeguata: in futuro sarà infatti richiesta la laurea magistrale in scienze religiose.

Nell’anno appena trascorso è stato promosso dal vescovo Mons. Roberto Fornaciari, un percorso specifico per continuare la formazione dei diaconi permanenti, con incontri periodici a scadenza mensile rivolti non solo ai diaconi permanenti, ma anche a quanti si sentono chiamati a mettersi al servizio della Chiesa. Durante l’incontro, i diaconi, guidati dal Vicario Generale della diocesi, don Mauro Bucciero, hanno condiviso le esperienze vissute nelle proprie parrocchie: dall’accompagnamento spirituale dei fedeli, alla catechesi, dall’assistenza agli ammalati e ai poveri, fino al sostegno nella celebrazione dei sacramenti.
È emersa la necessità di un confronto costante, di formazione continua e di una maggiore valorizzazione del loro ruolo all’interno delle comunità. Il diacono è, per sua vocazione, un uomo del servizio: è colui che “lava i piedi” alla comunità, che si mette a disposizione con discrezione, sobrietà e dedizione. In un tempo segnato da fratture sociali e spirituali, la loro presenza diventa segno di prossimità e tenerezza. Il cammino prosegue, tra ascolto e servizio, in sintonia con lo spirito sinodale della Chiesa. Ogni appuntamento affronta temi diversi: dalla vocazione al servizio, all’esperienza concreta nelle comunità, fino alle sfide della ministerialità nel contesto attuale.
L’ obiettivo di questi incontri è dare impulso a una ministerialità diffusa, radicata nella Parola e sostenuta da un’autentica formazione teologica e pastorale. In questa visione si inseriscono anche gli altri ministeri istituiti, come quello del lettore, dell’accolito, del catechista e del ministro straordinario della Comunione. Nella nostra diocesi erano attivi circa 100 ministri straordinari, ai quali se ne sono aggiunti recentemente una cinquantina, frutto di un nuovo impulso ministeriale voluto proprio dal vescovo. Tuttavia, come sottolineato dallo stesso, non basta una ministerialità “di fatto”: è necessario un riconoscimento ecclesiale, che passa attraverso percorsi di formazione, anche accademici, come la laurea triennale in Scienze Religiose, e in alcuni casi, la specializzazione biennale, che abilita ad assumere in modo consapevole e istituito questi ruoli nella comunità ecclesiale.
Papa Francesco aveva più volte ricordato l’importanza di “una Chiesa tutta ministeriale”, dove i carismi non si improvvisano, ma si coltivano, si formano, si accompagnano. In particolare, nel motu proprio Spiritus Domini (2021), ha esteso l’accesso ai ministeri del lettorato e dell’accolitato anche alle donne, riconoscendo il loro servizio già svolto da tempo nella Chiesa. Sempre nel documento Antiquum Ministerium, ha istituito il ministero del catechista, per rafforzare la missione evangelizzatrice.
Il cammino alla ministerialità, a cui tutti i fedeli laici di buona volontà posso accedervi, è oggi un segno dei tempi: una via per valorizzare i doni che lo Spirito Santo distribuisce ai fedeli laici, chiamati a collaborare in modo maturo e formato con i pastori. Questa visione di Chiesa – partecipativa, corresponsabile, missionaria – è anche la strada su cui la diocesi di Tempio- Ampurias si sta incamminando, con fiducia e spirito di comunione, lasciandosi guidare dalla Parola e dall’Eucaristia, verso un servizio più ampio e condiviso.
Antonella Sedda
