Il 23 luglio 2025 ricorre il venticinquesimo anniversario della morte di Mons. Salvatore Capula, storico parroco dell’arcipelago Maddalenino, per quasi sette decenni.
Nacque nel 1904 a Castelsardo da Francesco e Marianna Berretta. Trascorse la sua infanzia nel vetusto borgo dei Doria, ancora gloriosa sede dei Vescovi Ampuriensi.
Dopo aver compiuto gli studi ginnasiali nel Seminario di via Nino di Gallura a Tempio, il corso filosofico nel seminario provinciale di Tempio, completerà la preparazione teologica nel nuovo seminario Pontificio di Cuglieri, appena realizzato.
Il 4 Agosto del 1929 diventa sacerdote nella cornice della splendida Cattedrale di Castelsardo.
Il suo primo fronte di azione pastorale sarà il Seminario di Tempio ove svolge il ruolo di prefetto di disciplina e di docenza, per poi iniziare la grande svolta in qualità di Vice Parroco e poi, a seguito della morte di don Antonio Vico, di Parroco di La Maddalena, con la bolla firmata da Mons. Morera, datata 6 aprile 1934.
La ricca e feconda attività pastorale di don Capula può suddividersi in molteplici stagioni: la prima, quella che lo vede dinamicamente sollecito nella conoscenza sempre più accurata di uomini, ambienti, cultura, storia locale, problematiche particolari; e una successiva parentesi, quella dell’evangelizzazione del popolo, accompagnando gradualmente l’isola a divenire una comunità di radicata identità cristiana.
L’impegno nel campo sociale è altresì da menzionare, soprattutto quello segnato dalla forte impronta di solidarietà espressa dopo il declino causato dalla coloniale guerra di Abissinia e dalle devastazioni del secondo conflitto mondiale.
Don Capula sente subito l’anelito di unire alle sue personali doti ed energie la cooperazione di validi laici, specie di quanti militavano nelle file dell’Azione Cattolica, combattivi allora contro gli assalti del fascismo, e forma più incisiva di apostolato laicale che al centro dei suoi obiettivi pose la formazione delle coscienze, la cura di adolescenti, giovani, adulti, tesa a creare una famiglia di indiscussi valori umani ed evangelici.
Scenari che ancora oggi sono vivamente fotografati nella mente di chi ben ricorda il suo operato, sono quelli legati al mondo militare e americano, una realtà che ha dato lustro all’arcipelago in vari settori, e nel quale don Capula ha inevitabilmente avuto le sue influenze; l’incontro con Mussolini, determinante a tal punto che, il famoso leader del fascismo nazionale, nei suoi scritti, in un sincero senso di gratitudine, annota il suo stato d’animo edificato dall’ascolto e dalle parole di un prete che aveva saputo fare breccia nel cuore.
Un ministero elogiato, quello di don Capula, in buona parte, per le varie vicissitudini che lo hanno visto protagonista: pastore, maestro, educatore, fustigatore, ma anche non scevro di critiche, in merito a scelte che, secondo alcuni, lo vedevano troppo a contatto di gomito con politici di spessore, condizionando scelte, progetti, strategie ora di difesa, ora di attacco.
Non spetta a noi certo giudicare.
Alla soglia dei quasi 97 anni esce di scena dalla vita terrena, dal suo lunghissimo iter pastorale, caratterizzato, come credo per tutti, da luci e ombre, slanci di donazione al prossimo e umane contraddizioni, per andare incontro a Chi, per grazia immeritata, sa compatirci, custodendo, come un saggio e buon padre, il bene compiuto e avendo pietà dei nostri errori.
d. Santino Cimino
