Oggi la Chiesa celebra la Trasfigurazione del Signore, un momento straordinario nel cammino terreno di Gesù, in cui il suo volto si illumina e le sue vesti diventano splendenti sul monte Tabor, davanti agli occhi stupiti di Pietro, Giacomo e Giovanni. Un evento che potrebbe sembrarci lontano, quasi irraggiungibile, come se appartenesse a un’altra dimensione, e invece custodisce un messaggio prezioso anche per ciascuno di noi.
La Trasfigurazione non è solo un miracolo del passato. È un’esperienza possibile, viva, concreta. Anche nelle nostre vite ci sono “Tabor”, picchi di luce in cui tutto sembra chiaro, bello, pieno di senso. Sono momenti brevi, ma intensi: un incontro, una parola, un’amicizia, un abbraccio sincero, una preghiera che ci consola, una giornata in cui ci sentiamo profondamente grati per ciò che siamo e per ciò che abbiamo.
A volte ci arriviamo dopo tanta salita, dopo fatica, incertezza e dolore. Eppure, proprio lì, dove meno ce lo aspettiamo, ci viene concesso di contemplare un frammento di eternità. Come a dire: “Non tutto è buio, non tutto è fatica. Guarda, c’è anche luce. E quella luce ti appartiene.”
Gesù porta con sé i suoi discepoli più vicini perché possano fare esperienza di quella bellezza divina che dà forza nei momenti più duri. Non li illude, ma li prepara. Vuole che quella luce rimanga nel cuore, perché quando arriverà il tempo della croce, del tradimento e della paura, non si sentano abbandonati. La memoria di quella luce sarà la loro ancora. Anche noi abbiamo bisogno di ricordare le nostre trasfigurazioni, quelle piccole o grandi esperienze che ci hanno scaldato l’anima. Tenerle vive nel cuore è fondamentale, perché ci sostengono quando il cammino si fa difficile, quando il dolore o la solitudine ci avvolgono. È in quei momenti che la luce del Tabor torna a parlarci, a guidarci, a salvarci. Oggi, in questa festa luminosa, proviamo a fermarci un attimo. Chiudiamo gli occhi e pensiamo a un momento in cui ci siamo sentiti amati, visti, consolati. Facciamone memoria. Portiamolo con noi come una lanterna accesa per i giorni di nebbia. Perché la vera Trasfigurazione è questa: accorgerci che Dio è con noi, sempre, anche quando non lo vediamo. E che nel nostro cuore brilla già una luce capace di attraversare ogni oscurità.
Antonella Sedda