Ven. Gen 23rd, 2026

Festa Santa Famiglia: «non siamo una religione del sacro, ma del Santo»

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 2,13-15.19-23

I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo».
Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Dall’Egitto ho chiamato mio figlio».
Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino».
Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele. Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno».

La domenica della Santa Famiglia, sì non si chiama più Sacra Famiglia da molto tempo, il motivo è che sacre possono essere le cose e sante sono le persone, che è già un fondamento teologico dell’incarnazione di Cristo. Questo ci fa pensare già moltissimo alla cosa in sé: non siamo una religione del sacro in quanto a culto, ma del Santo. Avrete notato quanto la gente pone attenzione a come si veste un Papa, a come è una tovaglia in Chiesa, a come ha il cachemire la vicina di banco, ma non vede le persone, la loro storia, i Momenti di ricchezza e quelli di povertà di uno come di tutti. E le povertà non sono solo economiche, ma psichiche, mentali, di arretratezza come di lanciata avanguardia verso il vuoto. Povertà di pensare sempre alla morte come quella di vivere sempre nel tedio e nella disperazione. Dipendere da qualcuno o qualcosa. Ricchi d’amore, o poveri d’amore tanto da appropriarsi di quello altrui fino a farlo morire, condurre la persona amata alla distruzione perché sentita come una ricchezza, cioè una proprietà. O al contrario sentita come una nullità da umiliare ad ogni apertura di bocca.
Costringere infine a vivere la povertà e fare di una persona oggetto di scherno e di dileggio è condannato dal Vangelo come atto di condanna irreversibile.
I conservatori mi fanno l’opposizione di dirmi: “caro don Antonio, ma il Signore non doveva condannare la mia vicina all’inferno perché é rimasta incinta di un’altra persona”. No, non mi pare, perché non é scritto. “Ma, don Antonio è adultera é scritto nell’Antico Testamento”, sì ma Gesù ha detto che non avrebbe mai cambiato l’Antico, ma non ha mai detto che lo avrebbe applicato alla lettera sulla pelle altrui” e infine all’adultera ha dato la sua protezione al momento della lapidazione, questo sì lo ha proprio fatto,
I progressisti mi diranno : “ma non ha lavoro perché la società di oggi é da cambiare, perché non ci sono politiche giuste, perché…” ma perché il Signore non ci chiese forse di cambiare dal di dentro le mentalità? “Stolto stasera stessa ci potrebbe essere chiesto di consegnare la vita” . Dunque non ha ragione nessuno? Esatto! Chi vi aveva chiesto di seguire come bufali in un canyon di corsa delle ideologie. Dell’una o dell’altra parte, se sei cristiano, non sei a posto mettendo una X, ma se vedi le persone come tali.
L’epulone lo dice chiaramente al padre Abramo, “ma io non l’ho neanche visto”. E il Padre Abramo gli dice, “aprili quegli occhi”. Esatto le persone e le cose ti sembrano interscambiabili, ma hai confondi il Sacro col Santo, non è la stessa cosa. Noi pensavamo di essere condannati per scambiare sacro e profano? No il sacro può essere anche profano, ma il Santo no. Una é la vita, l’altra i tubi innocenti che l’appuntellano e talvolta sono anche credenze sbagliate, persino superstiziose e vacue. Occupati dei fratelli e le sorelle. Questo ci chiede il Signore ogni domenica dopo che lo celebriamo: adesso va la Messa è… é tempo di passare da Lui alla vita… per no stare sempre lì a coltivare morte su morte e muovere le macerie da un punto all’altro senza costruire mai!

don Antonio Tamponi

By G&A

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