Ven. Gen 23rd, 2026

«Giuseppe scelse la vita: fede che custodisce il mistero, non religione che condanna»


Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 1,18-24


Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Però, mentre stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa “Dio con noi”.
Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.

Così fu generato Gesù Cristo, Maria darà alla luce e tu Giuseppe custodisci non questa donna che hai beccato in adulterio, l’Angelo non gli disse così, ma questo mistero di Dio, questa opera fatta dallo Spirito.
La bellezza di questa vita travagliata, con interferenze ingestibili della Santa Famiglia (che vi prego di adottare come nome revisionato dalla teologia, non sacra, sacro é anche il cimitero, Santa Famiglia, perché è la famiglia del Cristo) é questa normale anormalità vissute da Maria e Giuseppe. Due persone brillanti, prima che essere considerate genitori a titolo nobiliare.
Giuseppe ha una mentalità superiore, no è irretito dalla legge, benché sia l’unico ”giusto” d’Israele secondo il Vangelo. Cioè sarà fedele non applicando la religione nella quale è vissuto, ma applicandovi la fede. Sono due cose molto diverse. La religione come concretizzazione storica della fede, porta con sé credenze e peccati che neanche si sarebbe mai sognato di imporci Dio. Quindi Giuseppe tra una gravidanza e una lapidazione, sceglie la vita. Anzi le due vite.
Oggi pensiamo a questo, prima di arrivare a vedere la luce, abbiamo gli occhi liberi da cataratte di Giuseppe per vederla?
Valgono di più le nostre frasi e usi e costumi che abbiamo aggiunto alla fede, predicata dal Verbo e al suo amore.
In sostanza, se fossimo stati credenti all’epoca, nella stessa situazione avremmo lasciato che nascesse Gesù, o siccome “religiosi” avremmo fatto, per giustizia e vergogna, uccidere Maria? Conviene a tutti noi non rispondere a questa domanda. Quante volte per noi la religione é la proiezione delle nostre psicosi e credenze, invece che fede nelle pagine Evangeliche, cioè nel Cristo?
Eppure la fede come va vissuta é proprio chiusa nelle parole di Maria e quanta gente mariana usa Maria per condannare, anziché raccogliere il suo materno invito: “fate quello che egli vi dirà “. Quanta gente ha un rosario che pende dallo specchietto retrovisore, ma una lingua così tagliente che avrebbe messo in pericolo la vita di Maria, custodita dal silenzio di San Giuseppe.
Il Natale lo si accoglie fuggendo dal Paesino di Nazareth e andando per un luogo sconosciuto in Betlemme, per appropriarsi da pellegrini di speranza, del volto nuovo della fede: il perdono. Il Perdono è il segreto: “perdonerà il popolo dai suoi peccati “.

Don Antonio Tamponi

By G&A

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